VETERINARIA a cura di : Dr.ssa Fornasino Alexia

D: EPILESSIA
D: PROSTATA
D: INFEZIONE URINARIA SANGINOLENTA
D: CISTI PROSTATICA
D: FEBBRE
D: IL MIO CANE SI MORDE IL PELO DELLA COSCIA E DELLA CODA
D: EPILESSIA LABRADOR
D: PROBLEMA ALLE ARTICOLAZIONI
D: SANGUE NELLO SPERMA
D: UN GATTO VIVACE
D: MALATTIA CANE SHITSU
D: PELO SPEZZATO
D: EPILESSIA BORDER COLLIE
D: INGROSSAMENTO DELLA PROSTATA
D: TREMORE DEL CUCCIOLO
D: PANDORA SI MORDE LA CODA
D: EPILESSIA DEI LABRADOR
D: AVVELENAMENTO
D: INCONTINENZA
D: LEISHMANIOSI
D: LEISHMANIOSI 2
D: AVVELENAMENTO DA TOPICIDA
D: SOLITUDINE DEL GATTO
D: CODINA MORTA
D: FRATTURE DEL FEMORE E DEL BACINO
D: CIMURRO
D: CUCCIOLO AFFETTO DA CIMURRO
D: CANE CARLINO QUALE ANESTESIA SI SOMMINISTRA?
D: ALIMENTAZIONE
D: PARVOVIROSI
D: LEISHMANIOSI
D: EPATITE CRONICA
D: EPILESSIA NEI GATTI
D: PROSTATITE CANE ADULTO
D: ZOPPIA
D: ERNIE E VERMI
D: SPASMI MUSCOLARI
D: CIMURRO
D: CIMURRO : DISINFETTARE E QUANTO ATTENDERE ...
D: PERDITA DI PESO, INAPPETENZA E INGROSSAMENTO DEL FEGATO
D: INTERFERONE
D: ENCEFALITE DEL CARLINO
D: INTERFERONE : ULTERIORI CHIARIMENTI


D: EPILESSIA
Il mio cane ha tre anni e ultimamente ha avuto crisi epilettiche (ogni 20 giorni, circa 10-15 alla volta).E' possibile che sia veramente epilessia primaria o può derivare da qualche altra cosa visto che in precedenza ha avuto valori molto alti al fegato(GP466 e GO140)? La mia veterinaria dice di si ed abbiamo iniziato la cura con il Gardenale 3/4 di pasticca 2 volte al giorno(abbiamo fatto anche l'analisi per la leismaniosi ma è risultata negativa).Mi dia per favore un suo parere e se mi può dire di più su questa poco conosciuta malattia.
Grazie tante!! - (Bacci Elena)

R: L’epilessia è una malattia in cui si manifestano crisi convulsive ripetute nel tempo e può essere suddivisa in due tipi: Idiopatica e sintomatica . La forma idiopatica è un disturbo che sembra essere legato ad uno squilibrio a carico dei neurotrasmettitori del sistema nervoso ed, anche in medicina umana, non se ne conosce ancora bene la causa scatenante. La forma sintomatica è invece conosciuta molto meglio e ha come cause scatenanti problemi strutturali o problemi metabolici. I problemi strutturali possono essere: Toxoplasmosi, neoplasie, traumi, ascessi, cimurro, encefalite e rabbia; mentre i problemi metabolici possono essere: insufficienza renale, encefalopatia epatica, ipocalcemia e alcuni tipi di avvelenamento tra cui quelli da piombo, organofosforici e carbammati. Nel suo caso specifico lei non mi dice se le crisi convulsive del suo cane sono cominciate prima o dopo il problema epatico di cui mi ha parlato e se risolto quest’ultimo le crisi sono cessate o si sono nuovamente manifestate. Inoltre lei non mi dice se sono stati effettuati esami per escludere una insufficienza renale o una toxoplasmosi oltre al test per la leishmaniosi quindi non posso esprimere una opinione precisa, ma se le analisi sono state effettuate e sono state escluse altre patologie sottostanti allora anch’io propenderei per una diagnosi di epilessia idiopatica. Il farmaco di elezione per tenere sotto controllo le crisi convulsive è il Fenobarbitale (ovvero il Gardenale) il cui dosaggio consigliato dai testi scientifici è di 2,5 mg/kg di peso del cane ogni 12 ore come dose di attacco passando poi ad una dose di mantenimento variabile a seconda della risposta ottenuta all’inizio della terapia. Nelle prime 1 o 2 settimane è altresì normale una leggera sedazione del cane dovuta al farmaco che è comunque normale e passeggera. Non avendo il peso del suo cane non posso sapere che tipo di dosaggio ha utilizzato la sua veterinaria ma se con il farmaco il suo cane ha diminuito o addirittura cessato le crisi convulsive e lei nota in lui un buono stato di salute, un carattere vivace e allegro ed un buon appetito allora vuol dire che la cura sta dando buoni risultati e posso consigliarle di continuarla e di far controllare periodicamente il cane dalla sua veterinaria. Nel caso invece lei ritenesse il problema non risolto e non fosse soddisfatta della salute del cane allora le posso consigliare di sottoporlo ad ulteriori accertamenti tra cui un esame neurologico accurato e, se il neurologo la ritenesse necessaria, una risonanza magnetica ( che può essere fatta anche agli animali come all’uomo rivolgendosi a centri specializzati) che è un esame estremamente utile e preciso ma con il grosso inconveniente di essere piuttosto costoso. Sperando che la mia risposta alla sua domanda sia stata esauriente posso solo tranquillizzarla dicendole che i cani che soffrono di epilessia idiopatica accertata e che ricevono le cure adeguate hanno un ottima qualità di vita , lunga e serena.

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D: PROSTATA
da qualche giorno il cane (shitsu Maschio 10 anni 9kg) urina spesso e con del sangue, inizia a urinare normalemnte ma pian piano i segni di presenza di sangue si fanno sempre più evidenti.è stato visitato da un veterinario che gli ha diagnosticato una prostatite acuta, lei è concorde con la diagnosi e secondo lei qual'è la cura più efficace per eliminare definitivamene il problema? E' indispensabile la castrazione? Non è pericoloso alla sua età effettuare un intervento cosa mi consiglia? - (Donatella Paparella)

R: La prostatite è una malattia della ghiandola prostatica con origine batterica o non batterica, acuta o cronica. E’ più frequente la sua comparsa nei cani di taglia grande e può essere diagnosticata attraverso l’esecuzione di indispensabili esami diagnostici. I sintomi più comuni di prostatite possono essere: febbre (nelle forme batteriche), depressione, inappetenza, stipsi con feci piatte anzichè tondeggianti, urine con sangue o assenza di urinazione o incontinenza urinaria, scolo ematico dal pene. Tra gli esami diagnostici che è utile effettuare ci sono: -Esame clinico: palpazione transrettale della prostata che in caso di prostatite si presenta ingrossata. -Esame radiografico: utile per escludere altre patologie del sistema urinario come la presenza di calcoli in vescica. -Esame ecografico: il più utile ed indispensabile per emettere una sicura diagnosi di prostatite. -Esame del sangue: in caso di prostatite acuta può esserci leucocitosi neutrofilica. -Esame dell’urina con urocoltura ed antibiogramma: per evidenziare una eventuale cistite batterica concomitante. -Esame del fluido prostatico: ottenuto con il massaggio prostatico, molto utile nei casi più difficili. -Biopsia prostatica: utilizzata nei casi di difficile diagnosi. Nel suo quesito lei non mi dice se il suo veterinario per emettere diagnosi di prostatite ha effettuato qualcuno di questi esami . Non posso quindi esprimere giudizi sulla diagnosi, ma se il collega ha effettuato degli esami appropriati e la diagnosi di prostatite acuta è certa allora il mio consiglio è di effettuare una terapia antibiotica con antibiotici a largo spettro (es. clindamicina, enrofloxacin, sulfamidici, ecc.) e se ci sono recidive in futuro anch’io come il collega consiglio la castrazione che viene effettuata proprio per evitare le recidive ma solo se c’è la certezza di assenza di ascessi o cisti prostatiche e solo dopo aver protratto la terapia antibiotica per almeno 2 settimane. Non ritengo la castrazione un intervento indispensabile se non si presentano recidive e non è in ogni caso un intervento pericoloso se il cane è in buona salute generale senza problemi cardiovascolari o polmonari indipendentemente dall’età che in questo caso specifico ( 9 anni) non è avanzata. Se invece la diagnosi del collega non è supportata da esami diagnostici ben precisi allora consiglio di approfondire la situazione prima di intraprendere una cura per prostatite o di effettuare una castrazione cercando di escludere la presenza di una eventuale semplice cistite batterica o di un problema renale . Sperando di esservi stata utile porgo i miei saluti.

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D: INFEZIONE URINARIA SANGUINOLENTA
sono 15 giorni che il mio cane di 14 anni,malato al cuore ha questa infezione .Sono stati rilevati dei tumorini intorno alla vescica .Lo curo con baytril, konakion,ugurole tolfedine ma per ora non vedo miglioramenti. Cosa devo fare - (Galli Cristina )

R: Cara signora nel quesito lei non mi dice quali esami sono stati effettuati sul suo cane per permettere al veterinario di diagnosticare la presenza di tumori vescicali e cistite batterica con sangue ed inoltre non mi è dato sapere quali altri sintomi ha il cane oltre ai problemi di minzione. Il mio consiglio, non avendo molte informazioni, non vedendo il cane e non sapendo quali esami il o la collega hanno effettuato, è di sottoporre il cane ad esame del sangue (esame emocromocitometrico, formula leucocitaria, transaminasi , azotemia, creatinina), esame delle urine , urocoltura con antibiogramma, esame ecografico della prostata (se è un maschio, per poter escludere con sicurezza una prostatite che ha sintomi molto simili) ed esame ecografico della vescica. E’ molto importante individuare la vera sede del problema, vescica, reni o prostata nel caso di cane maschio. Se dagli esami emerge che il problema è, come già le hanno diagnosticato, una infezione urinaria batterica semplice allora posso suggerirle di utilizzare l’antibiotico individuato nell’esito dell’antibiogramma che può essere nella maggioranza dei casi una ampicillina, una penicillina o un sulfamidico, per via orale per 2-3 settimane consecutive ripetendo dopo 5-7 giorni dalla sospensione del farmaco l’urocoltura per decidere se continuare o se sospendere la terapia . In caso di cistite batterica non complicata io somministrerei solo un efficace antibiotico ( in questo caso non il baytril) e non darei ne konakion ne ugurol ne tolfedine. E’ importante controllare quanto beve il cane durante la giornata e quanta urina emette e se soffre di stipsi e che aspetto hanno le sue feci. Nel caso la perdita di sangue nelle urine fosse provocata dai tumori vescicali ( solo dopo SICURA diagnosi mediante ecografia della loro presenza), valuterei con molta attenzione vista l’età del cane e i suoi problemi cardiaci, la possibilità di una asportazione chirurgica. La soluzione migliore sarebbe poter controllare il problema solo con l’aiuto dei farmaci. Il mio consiglio è di approfondire comunque la situazione alla luce della mancanza di risultati con l’attuale terapia. I miei migliori auguri.

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D: CISTI PROSTATICA
Dopo un esame ecografico,al mio cane è stata rilevata la presenza di tre cisti(di cui una superiore al cm)nella prostata.volevo sapere se il mio cane invecchiando(8 anni ora)potra peggiorare  la situazione o c'e la possibilita(con le cure) di un miglioramento. Grazie - (Zuccolo Matteo)

R: Nella sua domanda non mi dice quali disturbi ha il suo cane e di quale gravità siano. Le cisti prostatiche, se sono di media gravità se la salute e l’età del cane lo consentono possono essere asportate chirurgicamente oppure se nel suo caso l’intervento le è stato sconsigliato dal suo veterinario è possibile pensare di utilizzare la terapia medica che consiste nella castrazione chirurgica del cane (A mio parere indispensabile) e nella somministrazione di antibiotici per alcuni giorni. In alcuni casi viene consigliata la terapia a base di ormoni che deve essere valutata dal medico curante. Il mio consiglio è di tenere sotto controllo medico queste cisti e di effettuare, se le condizioni di salute del cane non migliorano con la terapia medica, una biopsia prostatica per essere certi della natura benigna delle cisti. nella maggior parte dei casi con la sola terapia medica e con la castrazione la prostata diminuisce di molto il suo volume riducendo i disturbi del cane e permettendogli di vivere bene per anni sempre comunque con l’accortezza di tenerlo sotto stretto controllo medico. DISTINTI SALUTI

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D: FEBBRE
So che sembra una domanda banale,ma non riesco a trovare risposta;quindi mi rivolgo a lei:ho un gatto di 3anni,solitamente molto vivace e biricchino,ma ogni anno,in questo periodo,per circa 2 settimane è come se"andasse in letargo"!Il veterinario dice che è febbre e che passa da sola.Ma esistono medicine per la febbre e come posso misurargliela?Esiste un termometro per gatti?La ringrazio - (Ranucci Francesca)

R: La febbre di origine sconosciuta è un evento possibile ma molto raro. Generalmente la piressia è un aumento della temperatura corporea che si manifesta contemporaneamente ad altri sintomi in corso di patologie di origine batterica o virale. La febbre "Da letargo" del suo gatto, che dura solo due settimane l’anno, mi sembra un evento piuttosto particolare, non posso comunque esprimere pareri non avendo visto il gatto e non avendo altre informazioni circa la sua salute. Posso però dirle che è possibile misurare la temperatura rettale del gatto utilizzando un semplice termometro pediatrico, in vendita in farmacia, che deve essere introdotto nell’ano del micio dopo essere stato leggermente lubrificato con un goccio di olio di vaselina. Un minuto dopo è possibile leggere la temperatura sul termometro. La temperatura normale del gatto è di circa 38,5°C, solo oltre i 39°C il micio ha la febbre. Per farlo stare meglio è indicato somministrare degli antipiretici che hanno la funzione di abbassare la temperatura permettendo al gatto di tornare ad alimentarsi e a giocare. Se ritiene il caso chieda al suo veterinario di prescriverle l’antipiretico più adatto alla sua situazione. DISTINTI SALUTI

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D: IL MIO CANE SI MORDE IL PELO DELLA COSCIA E DELLA CODA
Il mio pastore belga tervueren femmina di 4 anni da 2 anni si "trancia" il pelo sulla coscia senza arrivare alla cute che si presenta sana. Abbiamo fatto mille visite senza avere altra risposta che "è un problema psicologico". E' stata trattata con dei farmaci "tranquillanti" ma dopo un po il problema si ripresenta, negli ultimi tempi anche peggio perche si morde alla base della coda fino alla cute (stavolta) che è rossa e a "puntini"... cosa devo fare, mi puo dare un consiglio? - (Alessandra Gianotti)

R: La descrizione del problema del suo cane mi porta a pensare che possa essere affetto da dermatite allergica da pulci. Questa patologia è dovuta ad una ipersensibilità del cane verso varie proteine presenti nella saliva delle pulci. Non è necessario che il soggetto abbia molte pulci basta solo che una singola pulce salti sul cane e lo morda iniettandogli la saliva per scatenare una reazione allergica molto pruriginosa. Le zone della base della coda e dei lati delle cosce sono le sedi tipiche della manifestazione della patologia. Non so se il suo veterinario abbia mai diagnosticato questo tipo di problema o se le abbia già proposto delle cure in proposito. Io tenterei con una cura a base di glucocorticoidi o antistaminici per bloccare il prurito e somministrerei integratori a base di acidi grassi essenziali. Inoltre consiglio l’utilizzo di spray o spot on a base di Fipronyl (Ad esempio Frontline) ogni quattro settimane da applicare sul cane e l’utilizzo di prodotti a base di permetrina microincapsulata per effettuare una pulizia ambientale che elimini eventuali pulci presenti in casa o in giardino. Sconsiglio l’utilizzo di shampoo o collari antipulci che sono scarsamente efficaci. Se vuole rendere ancora più completa la terapia può inoltre utilizzare un prodotto per uso orale da somministrare al cane con cadenza mensile, attivo contro gli stadi immaturi del ciclo vitale delle pulci (Ad esempio Program). Diagnosi differenziali per il problema del suo cane possono essere dermatofitosi (Funghi della pelle ) che possono essere diagnosticati mediante fluorescenza alla lampada di wood o coltura su terreno sensibile, piodermite superficiale da stafilococchi che viene curata con antibiotico terapia specifica e bagni a base di clorexydina o altre patologie dermatologiche che possono essere diagnosticate mediante raschiato cutaneo od attraverso i test allergici che consistono nell’iniettare in alcuni punti della cute del cane delle sostanze attendendo il manifestarsi o meno di una reazione allergica. Lei non mi dice quali diagnosi precedenti rispetto a quella psicologica sono state ipotizzate sul suo cane ma in ogni caso se il problema dovesse continuare a manifestarsi le consiglio di effettuare i test allergici o una biopsia cutanea. Io non posso pronunciarmi sulla diagnosi del collega non avendo visto il cane e non avendo informazioni sul tipo di gestione dello stesso. Posso solo dire di essere cauta riguardo la dermatite psicogena e all’uso di tranquillanti in quanto generalmente le forme più lievi della patologia mostrano come unico segno l’ossessivo mordicchiarsi la punta della coda rincorrendo su se stessi e privando solo la coda di tutti i peli, mentre le forme più gravi presentano lesioni autoinflitte sotto forma di placche iperpigmentate con lesioni multiple che possono degenerare in erosioni od ulcerazioni. Il quadro clinico non mi sembra quindi corrispondente a quello del suo cane. Sperando di esserle stata di aiuto le faccio i miei migliori auguri. DISTINTI SALUTI.

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D: EPILESSIA LABRADOR
Labrador retrievers nero, maschio, 3 anni. Da qualche mese ha delle crisi che il veterinario pensa siano epilettiche. Le crisi si ripetono circa 1 volta al mese con una crisi giornaliera. Sintomi: irrigidimento degli arti, leggero tremore, vomito. La durata è di 1-2 minuti poi resta abbattuto per 10 minuti. Vorrei avere maggiori info sulla sintomatologia, eziologia, accertamenti e cure. Può darmi un suo parere sui sintomi del mio cane?
RingraziandoLa, distinti saluti. - (Lombardo Lia)

R: G.le sig.ra le porgo innanzitutto le mie scuse per il ritardo con cui le invio la mia risposta, che le riassumerà il più brevemente possibile le caratteristiche principali di una malattia sulla quale già un altro signore tempo fa mi aveva poste delle domande. L’epilessia è una malattia in cui si manifestano crisi convulsive ripetute nel tempo e può essere suddivisa in due tipi: Idiopatica e sintomatica .La forma idiopatica è un disturbo che sembra essere legato ad uno squilibrio a carico dei neurotrasmettitori del sistema nervoso ed, anche in medicina umana, non se ne conosce ancora bene la causa scatenante.La forma sintomatica è invece conosciuta molto meglio e ha come cause scatenanti problemi strutturali o problemi metabolici.I problemi strutturali possono essere: Toxoplasmosi, neoplasie, traumi, ascessi, cimurro, encefalite e rabbia; mentre i problemi metabolici possono essere: insufficienza renale, encefalopatia epatica, ipocalcemia e alcuni tipi di avvelenamento tra cui quelli da piombo, organofosforici e carbammati.Nel suo caso specifico lei non mi dice se le presunte crisi convulsive del suo cane sono cominciate in seguito a qualche altro problema di salute e se sono stati effettuati esami per escludere una insufficienza renale, una toxoplasmosi o una leishmaniosi o se durante le crisi il cane perde conoscenza o se urina o defeca involontariamente o ancora se in seguito le sembra molto spaventato e sbava copiosamente, quindi non posso esprimere una opinione precisa, ma se le analisi sono state effettuate e sono state escluse altre patologie sottostanti e se i sintomi corrispondono a quelli appena descritti allora anch’io propenderei per una diagnosi di epilessia idiopatica.Il farmaco di elezione per tenere sotto controllo le crisi convulsive è il Fenobarbitale (ovvero il Gardenale) il cui dosaggio consigliato dai testi scientifici è di 2,5 mg/kg di peso del cane ogni 12 ore come dose di attacco passando poi ad una dose di mantenimento variabile a seconda della risposta ottenuta all’inizio della terapia. .Il mio consiglio, nel caso il suo veterinario non abbia fatto particolari accertamenti diagnostici e lei volesse essere certa della patologia che ha colpito il suo cane, è di sottoporlo ad ulteriori accertamenti tra cui un esame neurologico accurato e, se il neurologo la ritenesse necessaria, una risonanza magnetica ( che può essere fatta anche agli animali come all’uomo rivolgendosi a centri specializzati) che è un esame estremamente utile e preciso ma con il grosso inconveniente di essere piuttosto costoso.Sperando che la mia risposta alla sua domanda sia stata esauriente posso solo tranquillizzarla dicendole che i cani che soffrono di epilessia idiopatica accertata e che ricevono le cure adeguate hanno un ottima qualità di vita , lunga e serena. Distinti saluti..

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D: PROBLEMA ALLE ARTICOLAZIONI
Spett.le dottore, da circa 20 giorni ho adottato una trovatella di circa un anno e mezzo, di razza pastore tedesco, che presumibilmente oltre ad essere stata abbandonata è stata anche picchiata e investita da un'automobile. Ed è per quest'ultimo motivo che le ho fatto fare le radiografie al bacino e alle zampe posteriori dalle quali la diagnosi è stata: Presenza di frattura acitabolare a carico dell'anca destra con evidenti segni di rigenerazione ossea completata; ancora, a carico dell'epifisi distale sinistra di femore presenza di rimaneggiamento osseo completo. Le due lesioni sono presumibilmente dovute ad incidente automobilistico o ad altro trauma similare riferibile ad almeno 10 mesi prima.  Il veterinario ha detto che non si può far nulla, non si può ne ingessare e ne operare e che con il passare del tempo le ossa si metteranno a posto da sole. Ma intanto vedo che la cagna non risce a camminare normalmente e soffre soprattutto quando è brutto tempo, e quando la faccio correre o camminare un po' più del solito (pochissimo). Vorrei se è possibile una sua opinione e un suo suggerimento, in quanto ho paura che con il passare del tempo, invece di guarire, Kira si bloccherà completamente non riuscendo più a camminare. Le fa bene camminare o le procura solo altro danno? Se si può fare qualche cosa, penso che è bene farla ora che la cagna è ancora giovane.Per ora le sto somministrando le compresse CONDROSTRESS SUPRA, da circa 20 giorni, ma non vedo miglioria. - (Michela Mancusi)

R: G.le sig.ra innanzitutto porgo anche a lei le mie scuse per il ritardo con cui le invio la mia risposta. Riguardo alla sua domanda posso dirle che anch’io come il suo veterinario , in caso di fratture così vecchie come nel caso di Kira già saldate da sole di solito consiglio di non fare nulla perché generalmente con il tempo il problema si risolve da solo. Nel suo caso specifico però in cui nonostante sia passato così tanto tempo il cane continua a sentire molto dolore e a faticare a camminare allora preferisco consigliare al mio cliente di somministrare al cane un FANS per qualche settimana ed in seguito, in caso non ci siano buoni risultati, di rivolgersi ad un buon veterinario ortopedico preferibilmente in una clinica universitaria, magari la più vicina alla sua città in cui lavorano ottimi veterinari che si occupano esclusivamente di ortopedia e che possono nel caso lo ritengano necessario consigliarle un intervento chirurgico per risistemare gli arti lesionati.Io comincerei comunque a tentare un terapia farmacologica con Rimadyl compresse da 50 mg ad un dosaggio, presupponendo che il suo cane pesi circa 25-30 kg, di 2 compresse una volta al dì date contemporaneamente e a stomaco pieno per 10 giorni per poi passare ad 1 compressa una volta al dì per altri 10 giorni e poi sospendere.Le consiglio inoltre di far fare brevi passeggiate a Kira magari per due o tre volte al giorno ma senza mai farla stancare o senza farla sforzare troppo.Somministri una alimentazione bilanciata preferibilmente a base di crocchette adatte a taglie grandi in cui è ben dosato il contenuto di calcio, sostanza che, a mio parere, se si somministra la giusta alimentazione non è necessario somministrare per bocca mediante integratori aggiuntivi.Spero che i miei consigli le siano di aiuto , distinti saluti.

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D: SANGUE NELLO SPERMA
Il mio cane,un lhasa apso maschio di otto anni,eiacula dello sperma (circa una vulta al mese).Il problema consiste nel fatto che l'ultima volta ha eiaculato anche del sangue. Il veterinario ha riscontrato un ingrossamento della prostata (al tatto),e mi ha prescritto per dieci giorni con un antibiotico(Bassado). Desidererei sapere il suo parere ed eventuali analisi cliniche. La ringrazio anticipatamente. - (Giangrasso Francesco)

R: Anch’io come il suo veterinario avrei, nel suo caso, effettuato una palpazione transrettale della prostata ed, evidenziato un ingrossamento, avrei prescritto una cura a base di antibiotici. Generalmente in caso di ingrossamento della prostata in un cane maschio di 7-8 anni o più si pensa ad una prostatite, soprattutto se si manifesta scolo ematico dal pene accompagnato o meno da eiaculazione di sperma. La prostatite è una patologia che può essere di origine batterica o non batterica; Se la patologia è accompagnata da febbre, depressione del sensorio, stipsi o tenesmo, scolo uretrale e inappetenza si consiglia di approfondire la situazione effettuando una radiografia addominale o una ecografia, un esame emocromocitometrico completo e in alcuni casi come il suo, in cui c’è eiaculato, un esame microbiologico e citologico dello sperma e nei casi più difficili una biopsia prostatica. Il mio consiglio per lei è di procedere con la terapia antibiotica e nel caso di risoluzione del problema di tenere costantemente la prostata del cane sotto stretto controllo veterinario, mentre se la terapia non dovesse dare buoni risultati le consiglio di effettuare un esame del sangue e un esame microbiologico e citologico dell’eiaculato, a mio parere di grande importanza ed eventualmente una ecografia addominale. Se l’esito dovesse essere di iperplasia prostatica benigna o iperplasia cistica sterile io suggerirei l’intervento chirurgico di castrazione che è la terapia di elezione in questi casi. In caso di diagnosi di prostatite batterica l’antibiotico, in seguito ad antibiogramma, dovrebbe essere somministrato per 4 settimane ed in caso di recidive si consiglia comunque la castrazione chirurgica. Sperando di esserle stata di aiuto porgo distinti saluti.

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D: UN GATTO VIVACE
Ho un gatto maschio di 8 mesi,è molto vivace , sale dappertutto e specie in questo periodo dell'anno in cui perde i peli, la cosa è piuttosto fastidiosa. C'è un rimedio per scoraggiarlo nel salire in determinati posti? - (Cicchetti Federica)

R: In questo periodo dell’anno è normale che il gatto perda molti peli a causa della muta primaverile, per diminuire un po’ il problema può spazzolarlo spesso, anche due volte al giorno in modo da eliminare con la spazzola tutti i peli morti che altrimenti cadrebbero in giro per casa. Inoltre lei mi domanda se esiste un modo per evitare che il suo gatto salga su alcuni mobili, la mia risposta è si, in commercio esistono svariati prodotti utili al caso ma sulla loro efficacia purtroppo nutro seri dubbi, ciò vuol dire che possono funzionare in alcuni casi e su alcuni gatti ma non su tutti e non sempre. Sono in vendita alcuni spray repellenti che dovrebbero scoraggiare i gatti ad effettuare in alcuni punti prescelti della casa determinati comportamenti a noi sgraditi, sono inoltre in vendita, probabilmente solo in grandi e molto forniti negozi di articoli per animali essendo una recente novità, dei tappetini in gomma ricoperti da punte di plastica assolutamente innocui per la salute del micio ma molto fastidiose al tasto delicato dei suoi cuscinetti plantari che sistemati sui mobili proibiti lo dissuaderanno dal salirvi. Quest’ultimo accessorio è quello che mi sembra più adatto alla sua situazione e anche quello che ha le migliori possibilità di funzionare. Distinti saluti

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D: MALATTIA CANE SHITSU
Eg. Dott.ssa ho un cane Scitsu da 10 mesi ha avuto due episodi di blocco completo delle zampe anteriori eschiene della durata di 1 / 2 giorni . Il veterinario ha fatto tutti gli esami e raggi completi senza riuscire a capire le motivazioni. Un amico mi ha detto che questa razza è soggetta a questo fenomeno congenito ? Mi sa dire qualcosa in merito. Grazie - (Antonio Tramonte)

R: Lo shitzu, come diverse altre razze di piccola taglia, è predisposto per conformazione fisica in età precoce, prima dei 2 anni, all'erniazione acuta di un disco intervertebrale che è compreso più frequentemente tra l'11° vertebra toracica e la 2° lombare. Questa patologia causa compressione del midollo spinale determinando la comparsa di dolore e\o di deficit neurologico. All'inizio può comparire solo dolore con, a seconda della vertebra colpita, la manifestazione di capo reclinato e zoppicatura di uno o più arti anteriori o posteriori. Più tardi può comparire la paralisi di un arto o di entrambi gli arti anteriori o posteriori. Se dalle lastre non si notano con chiarezza ernie discali le consiglio di far fare al suo cane una mielografia che è l'unico esame che accompagnato da una visita neurologica effettuata da un bravo neurochirurgo individuerà, se veramente presente, la lesione e ne localizzerà la sede. Se eventualmente dovessero diagnosticare al suo cane una discopatia intervertebrale acuta in cui non è più presente solo dolore ma paralisi, l'unica soluzione è l'intervento chirurgico, preceduto da un trattamento con corticosteroidi e con il paziente mantenuto a stretto riposo. Il mio consiglio è di consultare un bravo neurochirurgo che le farà effettuare tutte le analisi necessarie per capire il problema del suo cane e permettergli di tornare a correre. Auguri!

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D: PELO SPEZZATO
Salve Dottoressa mi chiamo Luca ho con me un amica molto cara si chiama Zara ed è un Pastore Tedesco.
Da un po di tempo nel garrese gli si sta spezzando il pelo non è che si vede la pelle solamente che il pelo in quel posto e solamente lì circa 10cmq.si spezza rimanendo molto corto.
Cosa potrebbe essere la causa di questo problema?..
Grazie da parte mia e di Zara....... - (Virgili Luca)

R: Salve Luca e Zara, il vostro problema è piuttosto frequente nelle razze di taglia grande come il pastore tedesco. Se la pelle nella zona in cui il pelo è corto non è infiammata allora penso che sia Zara a mordicchiarsi l'arto spezzando con i denti il pelo. Spesso se questo fenomeno non è causato dal prurito conseguente a presenza di parassiti o allergie allora è solo un tic tipico di alcuni cani paragonabile al nostro mangiarci le unghie. Faccia controllare Zara dal suo veterinario per escludere la presenza di parassiti, funghi o allergie, se gli esami fossero tutti negativi io le consiglierei di provare a spruzzare sulla zona uno spray che contiene un antibiotico e un antiinfiammatorio che si chiama Veterabol , 2 volte al dì per 4-5 giorni . Auguri!

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D: EPILESSIA BORDER COLLIE
Ho un border collie di 16 mesi in cura presso un neurologo per epilessia primaria e curata attualmente con una dose quotidiana di 7,2 ml di bromuro di potassio al dì, a seguito di numerose crisi convulsive (oltre 10 al giorno) e culminate con la somministrazione di 2 dosi di pentobarbitale per favorirne il riposo per 24 ore (quando le crisi ormai avvenivano ogni 3 minuti) e di 20 ml di bromuro di potassio quale dose di attacco. Sono stati effettuati tutti gli accertamenti del caso, compresa la TAC, ed è stata stabilita questa nuova dose di bromuro (la precedente dose di 2,4 e poi di 4,8 ml era insufficiente). Il cane adesso sembra sedato, ma ha anche perso tutti i comandi e tutto l'addestramento (obbedienza e agility) che aveva fatto questo inverno.. Essendo passata solo una settimana dalla somministrazione del nuovo quantitativo, posso sperare che il cane torni a ricordarsi quello che sapeva fare? o mi devo rassegnare e ricominciare da capo l'addestramento? Riconosco che ogni giorno che passa il cane sembra andare sempre meglio e ritornare alla sua normalità, ma non ha la prontezza e l'obbedienza di prima... è solo aumentata la fame!
P.S. Gli ultimi gravi attacchi che ha avuto sono stati in corrispondenza del suo secondo calore.. può essere stato questo la causa scatenante?  - (Fiore Laura)

R: L'utilizzo del bromuro di potassio nella cura delle convulsioni è piuttosto recente, non so quindi dirle con precisione se il dosaggio prescritto al suo cane possa provocare problemi gravi di sedazione e di diminuzione dei riflessi a lungo termine. Generalmente anche il fenobarbital all'inizio può dare problemi di memoria e di leggera sedazione ma passate le prime settimane di terapia tutto torna poco alla volta alla normalità. Penso, ma questa è solo la mia modesta opinione, che anche l'utilizzo del bromuro comporti solo degli iniziali disturbi ma che il cane piano piano si "abituerà" al dosaggio e che tornerà alla sua normale attività. Sicuramente lo stress del calore può aver provocato degli attacchi epilettici perchè è comunque in una femmina giovane un momento di debilitazione fisica e di stress emotivo. Da quello che mi scrive mi sembra che la sua cagnolina sia in ottime mani e vedrà quindi che poco alla volta con tanta pazienza e buona volontà tutto tornerà come prima. Auguri !

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D: INGROSSAMENTO DELLA PROSTATA
Egregia dott.ssa ho un cane Samoiedo maschio di 11 anni che in questi giorni ha difficoltà a defecare ed in più urina spesso.Dopo una visita veterinaria solo con la palpazione intranale si è arrivati alla conclusione che potrebbe essere prostatite, ma vorrei sapere se oltre alla cura antibiotica ci sia qualcos'altro da fare e soprattutto ci possono essere delle complicazioni data l'età?Spero di ricevere al più presto sue notizie, nel frattempo la ringrazio. - (Berilo Gennaro)

R: L'ingrossamento della prostata è una patologia frequente nei cani maschi anziani, compare con episodi di difficoltà a defecare e spesso, se di origine batterica, anche con stati febbrili e disappetenza. Le consiglio sig. Berillo di far effettuare, vista l'età del suo compagno, un esame del sangue di controllo che potrà escludere l'eventuale presenza di insufficienza renale e un esame batteriologico dello scolo uretrale con antibiogramma. In questo modo avrà un quadro più completo della situazione di salute del suo cane. Se la diagnosi confermasse la prostatite allora la terapia idonea sarebbe la antibioticoterapia a lungo termine a base dell'antibiotico consigliato dai risultati dell'antibiogramma, accompagnata da flebo idratanti endovenose nel caso sia presente insuf. renale e con microclismi di glicerina per aiutarlo a defecare senza sforzi. Se la terapia medica da sola non fosse sufficiente a ridurre le dimensioni della prostata e a ristabilire il paziente allora dovrà ricorrere alla castrazione chirurgica perché gli ormoni maschili prodotti dai testicoli influenzano l'ingrossamento della prostata. L'intervento chirurgico di per se è molto semplice, è fondamentale però, vista l'età del cane, che quest'ultimo arrivi in buone condizioni fisiche all'operazione perché l'anestesia può essere l'unico fattore a dare eventuali rischi o complicazioni. Le consiglio, prima di ricorrere all'intervento, di decidere con il suo veterinario la migliore terapia da seguire . Vedrà che tutto andrà bene. Auguri!.

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D: TREMORE DEL CUCCIOLO
Caro Dottore, ho un cucciolo (quasi 4 mesi) di king cavalier charles spaniel,femmina con 3.7 kg di peso. Abbiamo fatto le vaccinazioni necessarie,la terapia per la filaria e le visite annesse. Cresce bene,mangia tanto ,vivacissima, feci e urine a posto. Da circa 4 giorni ha però delle strane manifestazioni comportamentali: con una frequenza di almeno 5 volte al giorno,per una durata di 2-5 secondi, il cane si blocca di colpo e inizia ad avere un tremore generalizzato. Non credo che sia epilessia,perchè non ha perdita di coscienza, non si irrigidisce,non ha bava alla bocca etc. Finito questo attacco si riprende normalmente. Di solito succede quando è più stanca, infatti successivamente all'attacco si solito si addormenta. L'abbiamo fatta visitare a due veterinari,che hanno visto l'attacco in azione. Il primo ci ha detto di aspettare per vedere se la situazione peggiora,quindi dovremo andare dal neurologo,il secondo ci ha detto che si tratta di una "rilassatezza muscolare" ,che potrebbe essere normale ,visto che per il resto (movimenti,andatura e fisicamente )il cane sta bene. Ha senso fare al cane una Rx al cranio? Come dobbiamo comportarci? Distinti saluti - (Messina Marcello)

R: Gentile sig. Messina ho valutato con attenzione le informazioni che mi ha fornito sulla situazione del suo cucciolo. Avrei anche avuto piacere di sapere se il cane è stato sverminato e\o se è stata effettuata una coprocoltura per escludere con sicurezza una infestazione da parassiti intestinali che, a volte, possono provocare simili manifestazioni. Se così non fosse le consiglio di farla eseguire al più presto dal suo veterinario, se invece ciò fosse già stato fatto e il risultato fosse negativo allora il problema che sospetto possa aver colpito il suo cane sono le coliche gassose, piuttosto frequenti nei cuccioli. I cuccioli producono gas intestinale e spesso fanno fatica ad eliminarlo con l'eruttazione o la flatulenza, in questi casi il gas provoca degli spasmi dolorosi al cane, detti coliche gassose ( simili a quelle dei neonati) che non causano diarrea ma che rendono solo il piccolo debole, dolorante e molto spaventato. Spesso compaiono dopo i pasti e possono essere confuse con patologie ben più gravi. Naturalmente questa è solo una probabilità non una vera diagnosi perché io, a differenza dei miei colleghi, non ho visitato il cane e non ho visto le crisi, quindi non posso valutare con correttezza il problema, probabilmente il suo veterinario aveva già escluso dopo la visita che potessero essere coliche, ma io questo non posso saperlo. Il mio consiglio è di evitare una lastra al cranio che non servirebbe a nulla e visto che il vostro medico vi ha suggerito di aspettare eventuali sviluppi, di provare a somministrare al cane alcuni farmaci per qualche giorno e di valutarne i risultati tenendo presente che la cura che vi suggerisco per la cucciola sarebbe innocua se il problema non dovessero essere le coliche gassose. Somministrate Mylicon compresse, 1 compressa mattino e sera dopo il pasto e Enterogermina fiale, 1 fiala mattino e sera lontano dal pasto per 10 giorni. Sono farmaci uso umano che si trovano in farmacia senza obbligo di ricetta medica. Inoltre tenete il cane a dieta per qualche giorno dandogli crocchette per cuccioli di buona qualità, pasta o riso solo se molto, molto cotto ed escludendo formaggio o latte perché contengono lattosio, dividendo la quantità in almeno 4 piccoli pasti giornalieri. Se il problema non dovesse risolversi vi consiglio anch'io di rivolgervi ad un neurologo e di far effettuare una TAC per maggiore sicurezza. Sarei contenta mi informaste sugli sviluppi. Auguri.

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D: PANDORA SI MORDE LA CODA
Gentile dottoressa, la nostra gatta Pandora di circa tre anni, raccolta per strada a circa tre mesi di età, soffre di epilessia, trattata con Luminalette.  Circa due settimane fa, Pandora ha iniziato a manifestare violente autoagressioni, mordendosi rabbiosamente la coda fino a lacerarla e farla sanguinare molto abbondantemente. Il  veterinario non ha riscontrato problemi "oggettivi" ed ha riportato questa manifestazione a problemi psicologici. A Pandora è stato applicato un collare, che le viene tolto solo quando abbiamo la possibilità di sorvegliarla da vicino. Negli ultimi giorni è stata più tranquilla; le ferite alla coda stanno guarendo ma temiamo possa ricominciare ad aggredirsi. Cosa possiamo fare? Cari saluti - (Flores Elsa)

R: Cara signora, in alcuni soggetti dosi solo lievemente più elevate del necessario di barbiturici (Luminalette) possono causare manifestazioni di eccitabilità e nervosismo come succede a Pandora. Nel suo messaggio lei non mi dice da quanto tempo somministra il farmaco per l'epilessia alla gatta e se questi episodi si sono verificati o meno in concomitanza con l'inizio della cura. Io vi consiglio di provare, sotto il controllo del vostro veterinario, a ridurre la dose di Luminalette e di controllare se di conseguenza queste manifestazioni diminuiscono fino a scomparire oppure no. Alcuni gatti soffrono di manie come il leccarsi o mordicchiarsi continuamente la coda o una zampa, un po' come il mangiarsi le unghie per le persone, ma a mio parere nel vostro caso il problema è da imputare con maggiore probabilità alla cura per l'epilessia. Se necessario contattate un buon veterinario specializzato in neurologia che saprà sicuramente risolvervi il problema. Il collare non è sicuramente risolutivo se non viene individuata la causa del comportamento di Pandora.

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D: EPILESSIA DEI LABRADOR
Ho un dolcissimo labrador nero di un anno e mezzo (40kg) che tre mesi fa ha avuto una crisi epilettica dalle prime analisi del sangue è stato riscontrato un eccessivo valore dell'ammoniaca (NH3 153 umol/l) gli è stato prescritto dello humatin (4 ml al giorno per dieci giorni) e mezza pasticca di luminale al giorno (dose poi scoperta non terapeutica) per un mese alle successive analisi il livello di NH3 si è normalizzato(38 umol/l) e gli hanno sospeso le cure è stato bene per 3 mesi e poi ha avuto un'altra crisi, questa volta il livello di NH3 era nella norma (50 umol/l) e attendo i risultati delle analisi degli acidi biliari cosa altro è possibile fare? esiste qualche centro in italia competente per questa malattia? l'allevatore mi ha detto che non ci sono altri casi nella sua famiglia. quali altre analisi posso fare per accertarsi che si tratta di epilessia? grazie. cordialmente - (Silvia Ravidà)

R: Innanzi tutto mi scuso per aver fatto attendere la risposta alla sua domanda per così tanti giorni ma purtroppo la richiesta è coincisa con le mie  vacanze e così ho potuto leggerla solo adesso.
Io, da ciò che mi riferisce nella sua lettera, non sottoporrei il cane a terapia anticonvulsivante fino a quando non fosse accertata la diagnosi.
Una crisi ogni 3-4 mesi non è da considerare pericolosa per la salute del cane ed inoltre non può essere ancora considerata epilessia.
Io le suggerisco di fare effettuare sul cane degli esami del cane completi, per completi intendo: Emocromo, Formula, Transaminasi, Creatinina, Azotemia, Amilasi, Potassio, Calcio, HCO3, Acidi biliari, NH3, Trigliceridi, Glucosio, se necessario aggiungerei un controllo ad urina e feci.
Se gli esami accertassero una causa metabolica, ovvero: L'aumento di NH3, acidi biliari e transaminasi contemporaneamente rivela gravi problemi epatici (Encefalopatia epatica), L'aumento di trigliceridi rivela iperlipidemia, Diminuzione del glucosio rivela ipoglicemia, L'aumento di creatinina e azotemia rivela problemi renali (Uremia), Diminuzione dell'HCO3 causa acidosi, L'aumento del potassio da iperkaliemia, Diminuzione del calcio da ipocalcemia; in questi casi potrà essere curata la causa primaria e quindi verranno eliminate le crisi.
Se invece i risultati fossero tutti nella norma le consiglio di rivolgersi ad un neurologo il cui nome le verrà consigliato o dal suo veterinario o rivolgendosi alla clinica universitaria più vicina alla sua città, dove saranno in grado di effettuare una visita neurologica e se opportuno anche un elettroencefalogramma, delle radiografie al cranio ed eventualmente un esame del liquido cefalorachidiano, una TAC e/o una risonanza magnetica.
Le cause di crisi convulsive sono purtroppo molteplici e non facili da individuare ma nel suo caso già con un esame del sangue accurato sarà più semplice raggiungere una diagnosi. Le faccio i miei migliori auguri.

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D: AVVELENAMENTO
Buongiorno, io vorrei chiedere quale'é la prassi che seguite in caso di accertato avvelenamento. E' possibile che un cucciolo di dieci mesi in stato di avvelenamento venga sottoposto a una puntura antiemorragica e successivamente dimesso con una cura di antibiotici da seguire? Solitamente non vengono tenuti sotto osservazione o in casi gravi ed irreversibili soppressi. Tengo a precisare che il cane in questione è stato visitato la mattina  e la sera verso le sette è morto agonizzante in strada. Non era possibile fare niente? Premetto che i due proprietari non avevano denaro a disposizione se non 10.000.........non esiste un codice deontologico, un giuramento a cui i medici devono sottostare? Grazie e cordiali saluti. - (Dalsecco Sara)

R: Innanzitutto vorrei esprimere il mio rammarico per la triste sorte del cane di cui mi parla nel suo messaggio. Ho letto con particolare attenzione la sua domanda perché la sensibilità verso gli animali da parte dei miei colleghi è un argomento che mi sta molto a cuore. Ciò che posso dirle dell'episodio di cui mi parla è che se di avvelenamento accertato si trattava e dico se perché purtroppo lei non mi riporta quali sintomi avesse il cane al momento della visita del mio collega e quali accertamenti egli abbia fatto per formulare la diagnosi, la terapia a base di antiemorragico effettuata lascia pensare a topicida e che se il cane è deceduto dopo poche ore dall'iniezione peraltro appropriata è che con molta probabilità il piccolo era molto grave e che sarebbe comunque deceduto anche in seguito a ricovero in clinica. Ciò nonostante condivido con lei che il comportamento più appropriato sarebbe stato ricoverare il soggetto e tenerlo sotto antiemorragico ad alte dosi. Sono inoltre contraria in questo caso alla soppressione benché il soggetto fosse grave in quanto durante un avvelenamento si tenta il tutto per tutto lasciando sempre una possibilità di ripresa. Non ritengo adeguata e del tutto superflua la terapia antibiotica prescrittagli a meno che non ci fossero infezioni secondarie all'avvelenamento, sicuramente avrebbero dovuto prescrivere invece vitamina k per via orale o parenterale. Per i medici veterinari non esiste un giuramento come per i medici umani, non è possibile dunque accusare un veterinario, ad esempio, di omissione di soccorso, quest'ultimo può quindi rifiutarsi se il proprietario non può pagare la parcella, di curargli il cane. Personalmente non ho mai conosciuto nessun collega che si sia comportato in questo modo terribile, generalmente sta alla sensibilità, che purtroppo non è uguale per tutti i veterinari come invece dovrebbe essere, occuparsi con cura anche degli animali meno fortunati adottati da famiglie con pochi mezzi oppure come accade spesso con poca voglia di spendere soldi per il proprio cane o gatto ammalato. Io penso che quel povero cane si sia trovato ormai troppo tardi per lui viste le gravi condizioni (il topicida ci mette giorni ad uccidere un cane mi chiedo dunque come i proprietari nei giorni precedenti non si siano accorti che il cucciolone stava molto male? se così fosse stato e si fossero rivolti al veterinario ora il cane sarebbe vivo) nelle mani sbagliate che lo hanno privato perlomeno di una morte dignitosa vicino a persone che cercavano di aiutarlo invece che solo in mezzo ad una strada. Con estrema tristezza per il comportamento insensibile del mio collega e di quello poco innocente del proprietario le porgo i miei saluti.(Come sempre a rimetterci è stato l'animale).

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D: INCONTINENZA
Ho una boxerina di 16 mesi sterilizzata a fine luglio 2001. Da circa 1 mese ha saltuariamente problemi di incontinenza notturna. Quali cure mi puo consigliare? Grazie. - (Galassi Cinzia)

R: Gentile signora le informazioni che lei mi ha dato nella sua domanda non sono molte per poter esprimere un'opinione precisa. Il fatto che la sua cagnolina è stata da poco sterilizzata m'induce a pensare ad un'incontinenza ormone-sensibile, che è una patologia che si manifesta in alcune femmine in seguito alla sterilizzazione per un abbassamento degli ormoni sessuali che mantengono il normale tono muscolare uretrale e l'integrità della mucosa. Essa si manifesta con perdite d'urina durante il sonno o in momenti di rilassamento. La terapia consiste nella somministrazione di ormoni per via orale, con alcuni inconvenienti che devono essere valutati al momento della terapia con il suo veterinario. Il problema del suo cane può però essere più semplicemente, la difficoltà di trattenere l'urina per molte ore. Se il cane sta in casa per più ore vi consiglio di allontanare la sua ultima passeggiata riducendo le ore notturne. Oppure l'incontinenza può essere causata da una banale cistite che può essere diagnosticata con un esame delle urinarie e viene curata con la somministrazione di antibiotici per via orale. Il mio consiglio è di far effettuare, per una corretta diagnosi, un accurato esame delle urine ed eventualmente una radiografia con mezzo di contrasto. Il mio parere verte comunque su una diagnosi d'incontinenza ormone - sensibile vista la comparsa del problema in concomitanza con la sterilizzazione. Le auguro di risolvere presto il problema. Cordiali saluti.

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D: LEISHMANIOSI
il mio beagle di 5 anni, ha contratto la leismaniosi. il mio veterinario mi ha prescritto una cura con un nuovo farmaco "STOMORGYL" per scongiurare eventuale sordità. che ne pensa? - (Segnalini Manuela)

R: Come le avrà certamente spiegato il suo veterinario la Leishmaniosi è una malattia endemica solo in alcune regioni d'Italia, come la Liguria, la Sicilia , la Sardegna mentre nel resto dello stato è abbastanza infrequente. Questa patologia è una malattia protozoaria che può colpire anche l'uomo ( zoonosi) , il parassita viene trasmesso agli animali dalla puntura del pappataci , una piccolissima zanzara e causa come sintomi , a distanza di molti mesi dal contagio, la comparsa di squame secche sulla pelle, pelo secco e fragile, noduli cutanei, ulcere, febbre, debolezza, anoressia, vomito, inattività, diarrea, ingrossamento dei linfonodi, ingrossamento della milza, uveite, congiuntivite, emorragie, anemia . E' una malattia molto grave non facile da curare. Molto spesso i risultati della cura non sono soddisfacenti, l'animale può rimanere stazionario per molto tempo oppure peggiorare velocemente. La diagnosi si effettua mediante test sierologici (sul sangue ) o con maggiore sicurezza con esami citologici e istopatologici su campioni di tessuto . La terapia normalmente consigliata consiste nella somministrazione di antimoniato di meglumina (Glucantim) 100 mg|kg endovena o sottocute una volta al dì per un mese oppure Stibogluconato di sodio (Pentostam) 30-50 mg\kg endovena o sottocute una volta al dì per un mese con buoni risultati per la remissione dei sintomi e scarsi per la cura. Queste sostanze possiedono però alcuni limiti terapeutici che consistono in una efficacia incompleta, diversi effetti collaterali, una discreta tossicità ( che a volte può colpire il sistema uditivo ), la somministrazione in puntura, il costo molto elevato e la difficile reperibilità. Tutti questi fattori negativi hanno portato una ditta farmaceutica a studiare un trattamento alternativo che fornisse buoni risultati, da ciò è nato l'utilizzo di Stomorgyl, un farmaco a base di metronidazolo e spiramicina che alla dose di 20 mg ogni 10 kg di peso corporeo del cane una volta al dì per bocca per 90 giorni sembra dare una buona remissione della sintomatologia clinica migliorando molto la salute del cane . I risultati delle terapie intraprese finora su molti cani affetti da Leishmaniosi sono incoraggianti ma deve ricordare signora che purtroppo non funziona bene allo stesso modo per ogni soggetto e soprattutto il farmaco non cura la patologia ma permette solo la remissione dei sintomi. Sono pochissimi i casi di guarigione dalla malattia, i farmaci che vengono somministrati hanno come unico scopo di far sparire i sintomi e far star meglio il cane, che rimarrà comunque malato potendo comunque condurre una vita più o meno normale. Io personalmente condivido l'opinione del suo veterinario e ad un mio cliente consiglierei di somministrare lo Stomorgyl che sicuramente mi eviterà in un cane così giovane gli effetti  collaterali spiacevoli dei farmaci di vecchio uso. Spero che il suo Beagle stia presto bene e che la terapia dia buoni risultati, i miei migliori auguri.

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D: LEISHMANIOSI 2
Domani inizio questa cura per il mio cane, vorrei sapere che ne pensa: stomorgyl- zyloric- epergriseovit - eclirecon - engistron - galim - (Segnalini Manuela)

R: Ho risposto alla sua prima domanda sulla malattia che ha colpito il suo cane qualche giorno dopo l'invio della sua seconda domanda sullo stesso argomento. Credo di averla già informata sulle caratteristiche delle terapie per la Leishmaniosi e ribadisco la mia opinione favorevole sull'utilizzo di Stomorgyl, condivido anche la somministrazione di Zyloric (allopurinolo) ma non posso dirle nulla sugli altri farmaci di cui mi parla perchè sono nomi commerciali di farmaci di uso umano che io non utilizzo e non conosco. Se la terapia le sta dando buoni risultati io continuerei senza problemi tenendo comunque sempre il cane sotto stretto controllo medico. Saluti.

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D: AVVELENAMENTO DA TOPICIDA
Da più di un mese il mio cane non mangia, vomita liquido vischioso molte volte al giorno, urina molto gialla, non beve, somministrati vitamina k, tad e flebo,tutto endovena. Cosa altro fare? - (La Rosa Mariarosaria)

R: Nella sua domanda lei non mi dice su quali esami si è basato il suo veterinario per diagnosticare al suo cane un avvelenamento da topicida .Il suo cane può aver ingerito veleno per topi? Mettete del veleno in cortile? Qualcuno può averlo lanciato in cortile sotto forma di boccone? Sono stati effettuati degli esami del sangue? Se non sono stati fatti esami diagnostici le consiglio di richiederli al medico curante del suo cane. Suggerirei un emocromo con formula leucocitaria, transaminasi, glicemia, urea, creatinina, bilirubina totale, proteine totali , albumina e amilasi. Se possibile un test di coagulazione. Nel frattempo dando per certa l'esattezza della diagnosi, condivido la somministrazione in vena di vit.k che potrà essere continuata per bocca a dosaggi molto elevati 5 mg\kg ogni 12 ore per almeno 15 giorni, aggiungerei metoclopramide cloridrato (Plasil) per calmare il vomito ogni 8 ore e per protezione contro infezioni batteriche secondarie un antibiotico ad ampio spettro. In casi molto gravi è possibile quando l'ematocrito è basso praticare una trasfusione di sangue intero. La cosa più importante è comunque la certezza della diagnosi, che può basarsi sulla testimonianza del proprietario di aver visto il suo cane ingerire il veleno, di non averlo visto ma di sapere di aver messo il veleno in cortile con facile accesso per il cane o attraverso esami del sangue o esami collaterali. Se lei dovesse avere dei dubbi su questa possiblità faccia eseguire tutti gli esami necessari. Auguri.

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D: SOLITUDINE DEL GATTO
Ho da poco preso in casa una gatta di sette mesi nero dal pelo corto nata ,da madre poi morta, in un scantinato, assieme al fratello, e poi portato in campagna insieme ad altri gatti molto affettuosi nei suoi confronti.Qui viveva al freddo e con il rischio macchine mangiando 1 volta ogni 2 giorni.Nei primi giorni di vita domestica faceva abbondanti fusa e impastava con le zampe tant'e' che pensavo di averla resa piu' felice.Ora non fa più fusa e tende a dormire tanto.Ho paura di avergli fatto un torto;Non abituata a mangiare cosi'spesso non avra' problemi di digestione e per questo e' poco viva?perche'miagola senza apparente ragione?voglio solo la sua felicita'cosa devo fare,riportarla in campagna? grazie mille. - (Gadani Cristian)

R: La sua gattina necessita di una visita medica dal suo veterinario di fiducia perchè a mio pare non ha problemi di solitudine ma di salute. Quando il gatto dorme molto, non fa più le coccole, non cerca la nostra presenza e non si lava più il mantello per la sua pulizia quotidiana è segno di malessere fisico. Lei è certo che si tratti di una femmina ? Ha con sicurezza sette mesi? E' certo che non sia già in gravidanza , avendo sempre vissuto con altri gatti tra cui dei maschi ? Fa i suoi bisognini regolarmente? Il motivo per cui miagola molto è per attirare la sua attenzione e non si preoccupi per il cibo, è normale che il gatto mangi molto spesso durante la giornata generalmente sa regolarsi molto bene senza rischiare l'indigestione. Io non credo che la piccola soffra di solitudine e le consiglio di farla visitare al più presto per essere certo del suo stato di salute. Dovesse eventualmente essere un pò triste potrà sempre adottare un altro micio da tenere a casa con la gattina per farle compagnia, due sono un numero perfetto. Tanti saluti.

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D: CODINA MORTA
A seguito di un incidente il mio cagnetto, oltre ad una frattura totalmente guaribile, ha la coda che sanguina da giorni. Il veterinario l'ha rasata ed ha riscontrato solo escoriazioni. Il pezzo finale adesso ha iniziato ad indurirsi e ha smesso di sanguinare: è solo la formazione della crosta che rende la coda dura oppure è il sintomo che la coda sta "morendo". In quest'ultimo caso, è o era possibile salvare la codina? Mi potrebbe spiegare come è possibile che una coda possa subire un tale trauma? la ringrazio - (Righetti Alexa)

R: Nella sua domanda lei non mi dice molto riguardo all’aspetto della coda e agli esami eventualmente effettuati dal suo veterinario. Per prima cosa io valuterei , se ciò non è ancora stato fatto, la possibilità di fare delle lastre anche alla coda per escludere eventuali fratture delle ultime vertebre coccigee (quelle che formano la coda ). Se di frattura non si tratta allora valuterei l’aspetto di questa crosta che si è formata, è spessa ma morbida che si solleva lasciando vedere pelle nuova di colore rosato e circoscritta alle zone escoriate o è scura, durissima che non si solleva e che si estende ad una intera parte della coda come se da lì in poi fosse secca e morta ? In quel pezzo il cane ha la sensibilità o non sente nulla neanche il dolore? Se le caratteristiche sono di crosta scura e dura e di insensibilità allora penso che ci sia stato un danno alle fibre nervose e al pezzo di vaso sanguigno che vascolarizza quel tratto di coda determinando una necrosi con morte quindi della stessa e l’unico rimedio è l’amputazione della coda che di per sé è un intervento molto semplice che non crea problemi al cane. Oltremodo se la coda possiede in quel tratto sensibilità e ha le caratteristiche di una semplice escoriazione rosa come le ho descritto prima allora non deve preoccuparsi il problema si risolverà presto appena caduta la crosta. La coda è una parte molto delicata del cane e a causa dei continui movimenti che fa può essere vittima di diversi traumi dai più piccoli ai più pericolosi e spesso è difficile prevedere le conseguenze ed evitare problemi che possono portare poi all’amputazione. Valuti bene la situazione con il suo veterinario.

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D: FRATTURE DEL FEMORE E DEL BACINO
Ho un cucciolo di meticcio (kg10) di 9 mesi, è stato investito riportando una frattura scomposta al femore e piccole fratture al livello del bacino da entrambi i lati. E' stato operato con successo e il medico mi ha detto che non dovrebbe muoversi per almeno due mesi per far si che il bacino guarisca nel miglior modo possibile. Ho chiuso il cane in un angolo di 1m x 1 e 1/2 della casa in modo di lasciarlo libero di cambiare posto senza rischiare che salti sul divano o che comunque vada troppo in giro. Vorrei chiederle come posso far in modo che il cane stia il più fermo possibile e se lo stare in piedi e il saltellare che compie nell'intento di camminare può influire negativamente sull'esito di una buona ossificazione del bacino. - (Alessandra Akljoi)

R: Condivido pienamente il consiglio che il mio collega ha dato di tenere il più fermo possibile il cucciolo per una migliore guarigione.
Le fratture del bacino, quando non è necessario l'intervento chirurgico, guariscono molto bene da sole con il riposo e l'immobilità. Lei mi ha descritto uno spazio di 1mt x 1mt e 1\2 in cui tiene il cane e a parere mio tale spazio è più che sufficiente per garantire una moderata mobilità del soggetto senza peraltro costringerlo in una gabbia troppo piccola. E' più che normale che il cane cerchi di muoversi vista la giovane età e la conseguente vivacità e se i movimenti sono limitati a pochi passi o piccolissimi saltellini può lasciarlo fare ma se i movimenti diventano troppo festosi e agitati allora le conviene chiuderlo in una gabbia . La gabbia dovrà avere uno spazio sufficiente a permettergli di alzarsi e di spostarsi di pochi passi ma non di saltare, permettendogli ad intervalli di tempo regolari di uscire per fare i bisognini. I primi 30-40 giorni sono i più importanti, poi potrà essere un pochino più permissiva. Sinceri auguri.

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D: CIMURRO
Ho un malamute femmina di 6 anni. Il 7 gennaio scorso ha avuto 6 cuccioli. dopo 3 mesi uno di loro ha avuto un leggerissimo tremore alla zampa. Dalle analisi gli e' stato diagnosticato il cimurro (preso dal vaccino). Aveva gia' contagiato i suoi fratelli (2 sono morti). Un altro cucciolo si e' salvato dopo aver avuto problemi enterici con febbre altissima e uno spasmo continuo alla zampa anteriore. Ora a questo cucciolo gli sono spuntate delle ulcerette al gerretto. Dicono che puo' essere un problema immunitario e mi hanno consigliato una biopsia. Ma se si sono salvati dal cimurro e' proprio perche' avevano un buon sistema immunitario o sbaglio?purtroppo avendo a disposizione 200 caratteri non ho potuto raccontare altri dettagli importanti. grazie  - (Gabriella Caligari)

R: Non succede con frequenza che un vaccino induca la comparsa della malattia da cui deve immunizzare il cucciolo a cui viene somministrato. Può accadere quando si somministra un vaccino vivo ad un cucciolo di età inferiore alle 6-8 settimane in concomitanza alla vaccinazione per la parvovirosi o quando la madre non è mai stata sottoposta a vaccinazione polivalente annuale. Un caso come il suo è veramente molto raro. I sintomi del cimurro sono moltissimi, dalle forme respiratorie a quelle gastroenteriche, a quelle oculari e nervose, con febbre altissima e spesso conseguenti anomalie come comparsa di macchie sui denti, ipercheratosi dei cuscinetti plantari e pustole addominali. Lei ha ragione quando dice che i cuccioli che sono sopravissuti avevano un buon sistema immunitario, è vero però che il virus del cimurro causa anche quando l'organismo riesce a reagire all'infezione una immunosoppressione sulle cellule B e T del sistema immunitario, un deficit linfoide e atrofia del timo, con conseguente incapacità per il cucciolo di reagire ad altre infezioni secondarie e inevitabile morte anche a distanza di mesi dalla scomparsa del virus del cimurro. Le ulcere sui garretti sono probabilmente causate da una infezione batterica secondaria che dovrete individuare e curare con l'utilizzo dell'antibiotico terapia adeguata. Le consiglio di far effettuare prima un esame citologico che è meno invasivo e non necessita di sedazione e in seguito se questo fosse insufficiente a raggiungere una diagnosi anche una biopsia cutanea. Il mio consiglio è di far controllare accuratamente l'apparato nervoso e respiratorio di tutti i cuccioli sopravissuti perchè sono gli organi che con più probabilità possono presentare gravi problemi anche dopo la scomparsa del virus. Le auguro di cuore che i suoi cuccioli tornino a stare bene e crescano sani e forti.

NOTA : Alla risposta della Dr.ssa Fornasino Alexia e' seguita una comunicazione della proprietaria della malamute, nella quale viene descritto in modo dettagliato tutto il calvario  della signora. Essendo molto significativa l'esperienza vissuta  abbiamo ritenuto doveroso  pubblicare   il contenuto dell'e-mail ricevuta. Preghiamo cliccare qui.

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D: CUCCIOLO AFFETTO DA CIMURRO
Ho un cucciolo di cane razza jack russel che all'età di 6 mesi ha cominciato ad aver febbre alta feci piene di muco e cuscinetti delle zampe induriti circa 15 giorni fa è stata fatta un'analisi del sangue che ha detto che si tratta di cimurro, il veterinario già da tempo mi aveva dato come cura ipacid 1000 mezza fiala bentelan eparmefolin e dobetin 5000 il mio adorato cagnolino sta bene per circa 15 giorni e poi gli ritorna la febbre e si ricomincia tutto da capo io adesso mi chiedo, ma sarà la cura giusta? non so più a chi rivolgermi, potrebbe aiutarmi lei? grazie, rita  - (Rita Corsi)

R: Il cimurro è una malattia infettiva molto grave che crea dei problemi al sistema immunitario del cucciolo e che lascia anche dopo la guarigione delle lesioni permanenti ai vari organi che colpisce. Gli organi più colpiti sono l'apparato respiratorio, il sistema nervoso e l'apparato gastroenterico. Non esiste purtroppo una cura per il cimurro, si utilizzano dei farmaci che aiutano il cucciolo a reagire e a resistere all'infezione finché non viene eliminato il virus dall'organismo. Condivido la terapia del suo veterinario che consiste in un antibiotico, indispensabile per combattere le infezioni secondarie, in un cortisonico per togliere il dolore e abbassare la temperatura corporea e in diversi complessi vitaminici per rinforzare l'organismo del cane e aiutare il suo sistema immunitario. L'unica cosa che potrebbe essere somministrata in più al cucciolo sono le immunoglobuline (stagloban), ma sulla loro utilità i veterinari nutrono opinioni contrastanti. Molto importante è l'appetito, il cane deve mangiare per avere la forza di opporsi al virus e di combatterlo. Il cimurro è molto difficile da superare e a volte quando il cane ci riesce gli rimangono dei problemi secondari per il resto della sua vita, come una debolezza dell'apparato respiratorio, un ipercheratosi dei cuscinetti plantari, un ipoplasia dello smalto dei denti o problemi dermatologici. Cerchi di essere forte perché dovrà aiutare molto il suo piccolo amico che ha, in questo difficile momento, un grande bisogno di amore e di attenzioni, io le auguro che possa tornare presto in buona salute.

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D: CANE CARLINO QUALE ANESTESIA SI SOMMINISTRA?
Ho avuto un'esperienza terribile nell'agosto 2001; in anestesia cane Carlino anni 2,5 avuto arresto cardiaco, conseguente ischemia cerebrale diffusa, recupero 6 sei mesi. Possiedo due Carlini, prossimi genitori di una cucciolata. Qualora in futuro ci fosse la necessità di sottoporli ad anestesia, quale tipo è consigliabile per questi soggetti? TANTI DUBBI NECESSITO CERTEZZE. Grazie Rosy  - (Rossana Biagini)

R: Cara signora purtroppo lei non mi ha detto che tipo di anestesia è stata effettuata sul suo cane con le ripercussioni di cui mi dice. I carlini sono cani con dei grossi problemi respiratori a causa della conformazione del loro cranio, ma una anestesia per dare un arresto cardiaco deve essere somministrata ad un cane che soffre di disturbi cardiaci o respiratori gravi. Il mio consiglio è di far fare un controllo molto accurato da un cardiologo al cuore del cane che ha subito quella brutta esperienza e per quanto riguarda le prossime anestesie, fate sempre fare un esame del sangue completo pre operatorio prima di una qualunque anestesia e nel dubbio anche una lastra al torace. Il tipo di anestesia che vi consiglio è l'anestesia gassosa con apparecchio per la respirazione automatica, il vostro cane verrà intubato e in caso di problemi sarà la macchina a farlo respirare, per il protocollo anestesiologico non posso dare consigli perché quello viene scelto dall'anestesista in base ai risultati dell'esame del sangue e della visita clinica al paziente. Spero di aver soddisfatto la vostra domanda e vi faccio i miei migliori auguri.

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D: ALIMENTAZIONE
Ho una boxerina di 21 mesi, sterilizzata, da un esame allergico è risultata allargica a bovino, riso, mais, agnello, per cui mangia mangime PURINA HA con pezzi di tacchino cotti. Ha spesso problemi di stitichezza o diarrea e rifiuta spesso il cibo. Cosa mi consiglia' Grazie. - (Galassi Cinzia)

R: Cara signora purtroppo in casi di allergia alimentare comprovata come quello della sua boxerina l'unica cosa da fare è affidarsi ad un alimento industriale fatto apposta per risolvere il problema. Probabilmente il Purina non va bene nel suo caso, se crea problemi di intestino e inappetenza. Ho  controllato gli ingredienti degli alimenti per allergie di tutte le migliori marche ma purtroppo chi non contiene la carne ha il riso o l'olio di mais che per la sua situazione non vanno bene. Il mio consiglio è di passare ad una alimentazione esclusivamente a base di pesce, esiste una sola ditta che mi  viene in mente ora, ma ce ne saranno molte simili,( si informi dal suo veterinario) che è il FORZA 10 che produce crocchette  e scatolette solo a base di pesce, se per cani non trova un alimento compatibile con i gusti del suo boxer provi con gli alimenti a base di pesce per gatti, dovrà solo aumentare le  dosi. Al cane non fa assolutamente male mangiare cibo per gatti che è sicuramente, visto il palato fine del gatto, migliore rispetto a quello per cani, fatto con più scarti, che invece non deve essere dato al gatto. Spero di esserle stata di aiuto. Saluti.

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D: PARVOVIROSI
Due giorni fa uno dei nostri 4 amatissimi cuccioloni di 7 mesi di razza boxer è morto nel giro di 24 ore. Il terribile sospetto è che si tratti di parvovirosi. Ieri anche gli altri fratelli hanno dato sintomi strani come febbre e inappetenza. Come possiamo salvarli? Il nostro veterinario tra le altre cose (antibiotico, flebo, digiuno, dobetim, ) ha prescritto lo Stagloban, ma è praticamente introvabile. Ne abbiamo trovata una sola fiala. Cosa ne pensa dell'indicazione di vaccinare i cani mentre è in corso l'infezione. I pareri qui sono contrastanti e non sappiamo cosa fare. siamo disperati. Ci può aiutare? grazie. - (Mastromarino Rosangela)

R: Innanzitutto mi scuso per aver risposto così tardi ad una domanda così importante ,ma purtroppo mi sono assentata dal lavoro per parecchio tempo e non ho saputo nulla della richiesta al sito. Io spero con tutto il cuore che nel frattempo abbiate scoperto che non si trattava di parvovirosi e che ora i cuccioli stiano bene. La mamma dei cuccioli era vaccinata contro le malattie? I cuccioli che hanno già 7 mesi a 2 mesi hanno  fatto tutte le vaccinazioni preventive? I sintomi oltre che debolezza e inappetenza si sono manifestati anche con diarrea con sangue con un odore molto particolare e vomito? Io consiglierei un test per la diagnosi certa di parvovirosi sulle feci dei cani e consiglio comunque caldamente oltre ad antibiotico (cefalosporina di almeno seconda generazione), antiemetici , ricostituenti, flebo contro la disidratazione in vena, lo Stagloban che sono immunoglobuline che rinforzano il sistema immunitario dei cuccioli a combattere il virus, non è assolutamente vero che non si trova , ne ho sempre una fiala in ambulatorio ed è possibile per un privato con ricetta medica veterinaria andare ad ordinarlo in una comune farmacia che ve lo fa arrivare al massimo in 24 ore e nel numero di flaconi che desiderate, l'unico neo è la cifra, è un farmaco molto costoso e si deve fare una dose a ciascun cane una volta al dì per almeno tre giorni di seguito. Non sono d'accordo invece sul vaccinare i cuccioli durante la malattia soprattutto se non siete certi al 100% che sia parvovirosi, fate ciò che ritenete meglio, ma io con il cuore vi consiglio piuttosto di cercare lo Stagloban in capo al mondo( così se non è parvovirosi non gli procura nessun problema) e la terapia che vi ho descritto prima piuttosto che vaccinarli ora che sono deboli, disidratati e che il loro sistema immunitario è così compromesso. Vi sarei grata mi informaste su ciò che è avvenuto ai piccoli, vi auguro con tutta me stessa che siate riusciti a risolvere e che tutti stiano bene. Saluti calorosi.

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D: LEISHMANIOSI
Abito a crotone in calabria,citta' sul mar ionio in una villa a 50m dal mare.Vorrei tanto acquistare un terranova,ma ho paura della leismania.vorrei sapere se la mia zona e' ad alto rischio, come proteggerlo,se conviene rischiare ed informazioni su eventuali nuovi farmaci(ambisone;amfotericina b associata ai lipidi).GRAZIE - (Savoia Alberto)

R: Innanzitutto mi scuso per il ritardo nel rispondere ma ho avuto gravi problemi famigliari e di salute che mi hanno costretto a tralasciare per un pò il mio lavoro. A mio parere lei può acquistare con tutta tranquillità un cucciolo di Terranova che si divertirà un mondo a fare il bagno nel fantastico mar Ionio. La Leishmaniosi è una malattia sicuramente endemica in Calabria come lo è per tutte le regioni Italiane vicino al mare. Non esistono purtroppo metodi preventivi di grande sicurezza per evitare il contagio, certo che il pelo lungo e folto del terranova è già un deterrente naturale contro le punture dei flebotomi che sono le minuscole zanzare che causano il contagio pungendo il cane. Il consiglio che do a tutti i miei clienti in partenza con il cane per le zone a rischio è quello di intensificare l'utilizzo del Frontline antipulci applicandolo al cane ogni 15 giorni invece che una volta al mese( nei periodi a rischio)e di spruzzare sul cane dei prodotti contro le zanzare apposta per loro che si possono trovare nei negozi specializzati. Tenga presente che il pericolo di punture di flebotomi è maggiore la sera o la notte, poco durante il giorno. Quando applica il Frontline non bagni il cane nei 2 giorni precedenti e nei 2 successivi altrimenti altera l'efficacia del prodotto. Sottoponga il cane ad un test del sangue di controllo per la malattia 1 volta all'anno dal suo veterinario di fiducia così sarà più tranquillo e si goda il sole e il mare del suo bellissimo paese in compagnia del suo cucciolone. Saluti.

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D: EPATITE CRONICA
E' stata diagnosticata al mio cane anni 10 30kg un'epatite cronica attiva diffusa con aree diffuse di cirrosi non gravi;il cane è del tutto asintomatico. Come intervenire? - (Mangiotti Andrea)

R: Nei cani di 10 anni e di taglia grande è frequente che il fegato cominci a non funzionare più molto bene. Per fortuna da quello che mi scrive il fegato del suo cane compensa ancora bene questa situazione, il mio consiglio è di far fare al suo cane esami di controllo al fegato e anche  ai reni(che per conseguenza tendono a non funzionare bene)ogni 6 mesi, di passare ad una alimentazione specifica industriale per cani con problemi di epatite(in commercio ce ne sono molte, le migliori, a mio parere, sono le diete della Hill's, della Royal Canin e dell'Eukanuba che hanno una linea specifica per il  suo problema anche se, chiedo scusa, al momento non ricordo il nome di ognuna di loro) facendosi consigliare dal suo veterinario e io aggiungerei una  terapia a vita di un epato protettore con potere disintossicante che si chiama Polilevo, 1 compressa mattino e sera sempre, anche perché male non fa e quindi può o non fare alcuna differenza per lui assumerlo oppure dargli beneficio evitando che il problema al fegato intacchi anche i reni. Le faccio i miei migliori auguri.

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D: EPILESSIA NEI GATTI
Vorrei informazioni sull'epilessia nei gatti ed il modo con cui curarla.Grazie . - (Sebastiano Ciorcione)

R: L'epilessia è una malattia in cui si manifestano crisi convulsive ripetute nel tempo e può essere suddivisa in due tipi: Idiopatica e sintomatica . La forma idiopatica è un disturbo che sembra essere legato ad uno squilibrio a carico dei neurotrasmettitori del sistema nervoso ed, anche in medicina umana, non se ne conosce ancora bene la causa scatenante. La forma sintomatica è invece conosciuta molto meglio e ha come cause scatenanti problemi strutturali o problemi metabolici. I problemi strutturali possono essere: Toxoplasmosi, neoplasie, traumi, ascessi, peritonite infettiva, polioencefalomielite e rabbia; mentre i problemi metabolici possono essere: insufficienza renale, encefalopatia epatica, ipocalcemia e alcuni tipi di avvelenamento tra cui quelli da piombo, organofosforici e carbammati. Il farmaco di elezione per tenere sotto controllo le crisi convulsive è il Fenobarbitale (ovvero il Gardenale) il cui dosaggio consigliato dai testi scientifici è di 5 mg/kg di peso del gatto ogni 12 ore come dose di attacco passando poi ad una dose di mantenimento variabile a seconda della risposta ottenuta all'inizio della terapia. Nelle prime 1 o 2 settimane è altresì normale una leggera sedazione dell'animale dovuta al farmaco che è comunque normale e passeggera. Il gatto dovrà essere costantemente controllato per verificare se il dosaggio del farmaco è adeguato a contenere le crisi convulsive senza provocare effetti collaterali, in ogni caso se l'epilessia è di accertata origine idiopatica in assenza di complicazioni sia i gatti che i cani riescono, con la giusta terapia, ad avere una eccellente qualità di vita . Mi auguro che la mia risposta sia stata per lei sintetica ma utile, distinti saluti.

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D: PROSTATITE CANE ADULTO
Il mio cane un Alaskan Malamute di 10 anni, circa un mese fa ha avuto un blocco urinario che il mio veterinario ha attribuito ad una prostatite, escludendo dopo ecografia altre complicazioni.
la cura (estropill,pipram,stimulfos) ha fatto effetto dopo due giorni, dopo la sospensione della cura, i disturbi si sono ripresentati in forma piu grave, il cane era inappetente e non orinava, dopo la ripresa della cura e però la scarsa risposta del cane, mi sono rivolto ad un altro veterinario, che invece mi ha prescritto depostat,marbocyl,rimadyl, ma il cane nonostante l'appetito, che è tornato, non riesce ancora ad urinare, così ho ripreso la cura del mio vecchio veter. che lo continua a cateterizzare quasi ormai da una settimana, io sono sfiduciato e triste, nonchè pronto a tutto per il mio grande KING.
La prego di darmi un suo giudizio che sicuramente sarà prezioso. Grazie!
a - (Tomei Raffaello)

R: La prostatite è una malattia della ghiandola prostatica con origine batterica o non batterica, acuta o cronica. E' più frequente la sua comparsa nei cani di taglia grande e può essere diagnosticata attraverso l'esecuzione di indispensabili esami diagnostici. I sintomi più comuni di prostatite possono essere: febbre (nelle forme batteriche), depressione, inappetenza, stipsi con feci piatte anziché tondeggianti, urine con sangue o assenza di urinazione o incontinenza urinaria, scolo ematico dal pene. Tra gli esami diagnostici che è utile effettuare ci sono:
-Esame clinico: palpazione transrettale della prostata che in caso di prostatite si presenta ingrossata.
-Esame radiografico: utile per escludere altre patologie del sistema  urinario come la presenza di calcoli in vescica. -Esame ecografico: il più utile ed indispensabile per emettere una sicura diagnosi di prostatite.
-Esame del sangue: in caso di prostatite acuta può esserci leucocitosi neutrofilica.
-Esame dell'urina con urocoltura ed antibiogramma: per evidenziare una eventuale cistite batterica concomitante.
-Esame del fluido prostatico: ottenuto con il massaggio prostatico, molto utile nei casi più difficili.
-Biopsia prostatica: utilizzata nei casi  di difficile diagnosi.
Dalla sua lettera mi sembra di capire che il suo veterinario ha già effettuato gli esami diagnostici necessari per emettere una diagnosi  di prostatite, il mio consiglio è di effettuare una terapia antibiotica con antibiotici a largo spettro (clindamicina, enrofloxacin, sulfamidici ecc. ad esempio 1 compressa  1 volta al dì per 2 settimane di Baytril compresse da 150 mg), che è indispensabile e se il problema comunque non si risolvesse le consiglio la castrazione chirurgica invece della somministrazione di ormoni per via orale ( estropill )di cui i miei colleghi non le hanno probabilmente parlato, che viene effettuata per evitare le recidive e per risolvere definitivamente il problema senza ricorrere ad una continua somministrazione di farmaci ( l'asportazione dei testicoli comporta la diminuzione di volume della prostata e la messa a riposo della funzionalità della ghiandola ) ma l'intervento deve essere effettuato solo se c'è la certezza di assenza di ascessi o cisti prostatiche e solo dopo aver protratto la terapia antibiotica per almeno 2 settimane. Non ritengo la castrazione un intervento pericoloso se il cane è in buona salute generale senza problemi cardiovascolari o polmonari indipendentemente dall'età, per evitare sorprese sgradite è sufficiente far sottoporre il cane ad una visita completa e ad un esame del sangue di controllo prima dell'intervento. Se invece la diagnosi del collega non è sufficientemente supportata da esami diagnostici ben precisi allora consiglio di approfondire la situazione prima di intraprendere una cura per prostatite o  prima di effettuare una castrazione, cercando di escludere la presenza di una eventuale presenza di calcoli alla vescica o renali ( che all'ecografia eseguita dal collega comunque si sarebbero visti ) o di un più serio problema renale . Sperando di esserle stata utile porgo i miei saluti e le faccio i miei auguri per una veloce guarigione di King.

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D: ZOPPIA
Gentile Dr.ssa, la mia carlina di 6 mesi è da circa un mese e mezzo che zoppica all'arto anteriore destro. Tutto è iniziato durante un gioco e nonostante tutte le precauzioni prese come non farle scendere e salire scale, salti dal divano ecc...non abbiamo risolto il problema. Il mio vet non ha riscontrato nulla di anormale ma visto il persistere della zoppia le ha prescritto un antinfiammatorio. Durante la cura sembrava andare un po meglio ma dopo 10 gg abbiamo dovuto sospendere perchè si è presentato sangue nelle feci. Ora la zoppia è solo di pochi minuti e si manifesta dopo che lei è a riposo. Vorrei capire il perchè ma ho il terrore a sottoporla ad anestesia per effettuare la radiografia. Le chiedo quale potrebbe essere la causa e quale altra indagine porei farle fare per non ricorrere all'anestesia? Grazie - (Rosella Remia)

R: Gentile signora, la giovane età della sua carlina mi permette, solo sulla base dei sintomi e dell'anamnesi, di pensare a svariate possibilità, tra cui una piccola frattura ossea detta a "legno verde", il termine indica la frattura dell'osso senza che esso si sposti dalla sua sede normale. Questo tipo di patologia è tipico dei cuccioli le cui ossa sono ancora in fase di crescita e la diagnosi è possibile solo tramite radiografia dell'arto, alla visita clinica non sempre è possibile individuarla soprattutto se il danno è di piccolissima entità. Questo tipo di problema non è grave, perchè si risolve senza particolari cure nell'arco di 20-30 giorni, durante tale periodo si nota comunque una leggera  zoppia che sparisce gradualmente con il tempo. Altre cause di zoppia in seguito ad incidenti possono essere dovute a lesioni a legamenti o tendini che si possono diagnosticare alla visita clinica o mediante ecografia. Il mio consiglio è  di far effettuare una radiografia che peraltro se la cagnolina è di indole tranquilla, è possibile eseguire senza anestesia. Nella sua lettera lei non mi dice il principio attivo e la dose dell'antinfiammatorio somministrato, valuterei la possibilità di cambiare il farmaco e di riprovare con la terapia orale. Se il problema non dovesse risolversi definitivamente, senza nulla togliere al suo veterinario curante, io suggerirei una visita specialistica da un veterinario ortopedico dal quale però non potrà sottrarre la cagnolina all'esecuzione di un esame radiografico considerato indispensabile. I miei migliori auguri.

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D: ERNIE E VERMI
Che differenza c'è tra ernia inguinale e ombelicale?dove sono applicati i punti in entrambe le operazioni?Cosa sono i "vermi"?il mio cucciolo di Cavalier King di2mesi striscia il sederino e mi hanno detto che è per quello...come si cura? - (Cicoli Francesca)

R: Cercherò di spiegare in modo più semplice possibile e a grandi linee la conformazione anatomica dell'addome:
L'addome è formato dagli organi interni( intestino, vescica, reni, fegato, stomaco, pancreas, utero e ovaie nella femmina cc.)avvolti da uno strato di tessuto detto "omento" e dalle masse muscolari che si congiungono tra loro su una linea mediana detta "linea alba" e che non permettono la fuoriuscita dei visceri. Il tutto ricoperto dalla cute e dal mantello.
L'ernia ombelicale è la formazione, a livello della cicatrice lasciata dalla caduta dell'ombelico, di una leggera apertura sulla linea alba che permette abbastanza frequentemente ad un pezzetto di omento di infilarsi e di sporgere sotto la cute formando un leggero gonfiore. Non è un ernia considerata pericolosa se è di piccola entità, l'operazione chiude la fessura con dei punti interni e con pochi punti sulla cute a livello dell'ombelico. L'ernia inguinale compare in modo simile ma è più spesso di origine traumatica e a volte nella fessura lasciata dai muscoli che si sono lacerati possono esserci parti di anse intestinali, la zona è a livello dell'inguine ovvero nell'incavo tra la parte interna della coscia e l'addome, i punti sono interni ed esterni sulla cute nella zona predetta. E'consigliabile quasi sempre operare. I vermi nematodi e cestodi sono dei parassiti intestinali che vivono
nell'apparato digerente traendo nutrimento attraverso la mucosa intestinale . IL loro aspetto è simile a quello dei vermi di terra che conosciamo solitamente, creano problemi ai cuccioli perchè possono dare blocchi intestinali, intossicazioni, anemia, debilitazione e denutrizione. Anche le persone possono avere i vermi, il classico verme solitario altro non è che la tenia che ha anche il cane, sono frequenti nei bambini in età da asilo. Sono semplici da curare, basta una compressa che viene somministrata direttamente dal veterinario o prescritta con una ricetta medica. Possono dare prurito nella zona anale e indurre il cane a grattarsi strisciando il sedere per terra.

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D: SPASMI MUSCOLARI
Gentile Dott.sa, volevo sapere se si poteva evitare che morissero dei cuccioli con i seguenti problemi: nati da fratello e sorella di razza volpina meticcia ad ogni cucciolata (ne hanno fatto 2 ) nascevano 6 di cui 3 al 20simo giorno presentavano degli handicap quali spasmi muscolari e non riuscivano a succhiare perchè la testa non rimaneva ferma ed il corpo si contorceva tutto irrigidendo le gambe.
Distinti saluti. - (Luisa Cinanni)

R: Mi è capitato spesso di vedere cuccioli morire poco dopo la nascita a causa di quel tipo di spasmi di cui lei mi parla, purtroppo ne io ne alcuni miei colleghi che so essersene occupati,abbiamo mai trovato una cura efficace che risolvesse definitivamente il problema. L'unico cucciolo che ho visto soffrire di tale patologia e sopravvivere ha poi presentato in età di accrescimento gravi disturbi motori che sono andati a risoluzione spontanea dopo qualche anno lasciando comunque segni evidenti. Si pensava, io non ho letto nulla di recente al riguardo, si trattasse di una patologia genetica. Non ho dati recenti al riguardo quindi non so se sono state fatte ulteriori scoperte, il mio consiglio è di evitare l'accoppiamento tra consanguinei ( i vostri cani sono infatti fratello e sorella), che potrebbe essere una delle cause della patologia. Purtroppo non ho altro modo per aiutarvi. Spero comunque di esservi stata utile, saluti.

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D: CIMURRO
Ho trovato una cucciola di neanche 3 mesi per strada : inizialmente le è stato somministrato del Ronaxan perchè aveva del catarro ai bronchi. Dopo 1 settimana era notevolmente migliorata.Premetto che è sempre stata vivace e arzilla. Qualche gg dopo il vaccino (iniettato dopo 15 gg di osservaz) ha iniziato ad avere crisi epilettiche con convulsioni devastanti.Subito l'abbiamo portata dal veterinario che le ha dato dell'antibiotico (dobetin) e delle punture di vitamina B.Ma le crisi non sono passate ed erano seguite da una cecità + o meno lunga.Dopo l'ultima crisi non si è piu' ripresa e abbiamo dovuto "addormentarla". Il dottore ha detto che non sarebbe migliorata e sarebbe stato un puro "accanimento terapeutico" molto pesante anche per la piccola. Vorrei sapere cosa è possibile fare per un cucciolo in questi casi? Ho letto che il cimurro puo' essere superato, ma i danni a cui si arriva durante la malattia non sono curabili. Se fosse stato diagnosticato prima del vaccino, questa fin e penosa sarebbe stata e vitata?La ringrazio della sua cortese attenzione -  - (Natascia De Bortoli)

R: Mi spiace moltissimo per il triste destino della piccola, purtroppo il cimurro è una delle malattie infettive del cane molto dfficile da superare e molto insidioso nella sua comparsa. Questa malattia non ha una vera cura, per questo motivo si ricorre alla vaccinazione. I cani che la contraggono prima di poter essere protetti hanno pochissime probabilità di sopravvivere e la lotta per farcela a volte è lunga ed estremamente dolorosa. Pochi ce la fanno e molti di questi portano con sè conseguenze come la cecità, i disturbi nervosi, i problemi dentali o dermatologici. Le uniche cure che si possono praticare ad un cucciolo malato sono terapie di supporto (antibiotici, reidratanti, vitamine e farmaci per il controllo dei sintomi nervosi), in qualche caso è possibile, all'inizio dell'infezione (in modo quindi molto tempestivo), iniettare al cane delle immunoglobuline per stimolare il suo sistema immunitario e dargli un arma contro il virus. Le immunoglobuline più efficaci però ora non sono più in commercio perchè in pochi le utilizzavano, visto il loro alto costo e la diminuzione di casi di cimurro. Altri tipi e marche sono presenti sul mercato, ma meno efficaci. In ogni caso, anche se le fosse stato possibile effettuare questo tipo di trattamento, nessuno era ed è in grado di garantire una guarigione dalla malattia. Lei e la sua cagnolina siete state molto sfortunate, ma la cosa che deve pensare è che la piccola per un pò è vissuta felice e amata e lei ha fatto tutto il possibile per aiutarla, se non vi foste incontrate nessuno le sarebbe stato accanto durante la malattia. Adotti un altro cagnolino trovatello, farà un'altra buona azione e renderà felice un altro piccolo sfortunato. Auguri di cuore.

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D: CIMURRO : DISINFETTARE E QUANTO ATTENDERE ...
Vi scrivo a proposito dello stesso argomento: il cimurro! La cucciola ha lasciato un vuoto tremendo, soprattutto per quanto riguarda la figlia del mio compagno! Ha 6 anni e continua a piangere per quella dolcissima cucciola...
Le abbiamo promesso che ne avremmo adottata un'altra, ma il veterinario ci ha consigliato di aspettare almeno 6 mesi prima di ospitare un altro cucciolo in casa... Vorrei sapere se e come è possibile disinfettare a fondo la casa e se è davvero necessario aspettare cosi' tanto!! Io pensavo di prendere un altro cucciolo a maggio... ma solo se non ci sono rischi! Vi ringrazio un'altra volta per l'attenzione prestata -
(Natascia De Bortoli)

R: Mi dispiace tanto per la vostra perdita, so quanto può essere doloroso perdere un amico, soprattutto se cucciolo. Il consiglio che mi permetto di darvi è molto semplice, adottate un cucciolo clinicamente sano di almeno 3 mesi che abbia già effettuato le vaccinazioni contro le malattie mortali del cane tra cui il cimurro. Il primo vaccino, per avere una buona risposta immunitaria, dovrebbe essere fatto dopo circa 1-2 settimane dalla sverminatura (indispensabile), quando il cagnolino ha circa 60 giorni seguito da un richiamo del vaccino dopo 25 giorni dal primo, in questo modo il piccolo sarà coperto da ogni rischio. La vaccinazione dovrà essere poi ripetuta per tutta la sua vita una volta all'anno. Se voi adottate un cane già con entrambe le vaccinazioni, consiglio proprio tutte e due e non solo la prima, non correrete rischi anche introducendolo in una casa in cui la malattia sia stata presente. Per essere più tranquilli potete disinfettare i pavimenti, i suppellettili, le coperte o la cuccia o ogni altra cosa venuta a contatto con la vostra cagnolina malata, con acqua e candeggina. Questo disinfettante non è in grado di eliminare completamente il virus ma può aiutarvi a renderlo meno contagioso in associazione al tempo e alle vaccinazioni. Non ricordo quanto tempo sia passato da quando è mancata la vostra cagnolina ma io penso che da un punto di vista medico se sono passati almeno 3-4 mesi e se voi adottate un cane già completamente vaccinato( rivolgetevi al canile saranno felici di aiutarvi magari tenendovelo dopo averlo scelto fino a quando le vaccinazioni non saranno complete)e se disinfetterete la casa prima del suo arrivo, tutto andrà bene.  Tanti auguri di cuore....spero di ricevere buone notizie.

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D: PERDITA DI PESO, INAPPETENZA E INGROSSAMENTO DEL FEGATO
Pregiatissima dottoressa, ho fatto visitare il mio cane quest'oggi, ma ne sono rimasto alquanto deluso, per la poca professionalità di alcuni Suoi "colleghi",nonché per la scarsa preparazione......calcoli che quando hanno visto il cane mi hanno chiesto di che razza fosse (palesemente pastore abruzzese) e non vado oltre. Per rispetto della categoria medica che Lei rappresenta egregiamente, mi astengo dal citare la famosa clinica medica romana alla quale mi sono rivolo; Vengo al dunque : Razza : pastore maremmano (vive nella campagna romana - no città) Sintomatologia : inattività e perdita peso da circa un mese - inappetenza da una settimana (il cane accetta solo alimenti liquidi); cammina solo se forzato; Esami effettuati : Rx torace ed addome - prelievo : globuli rossi OK. Esito : le lastre sono state ripetute quattro volte - si evidenzia un ingrossamento del fegato con conseguente compressione sulla milza ed esofago; non é stata effettuata ecografia Le chiedo cosa fare nel merito, sono abbastanza disperato; Grazie . - (Fabrizio Baycus)

R: Egregio sig. Baycus, dare suggerimenti riguardo ai problemi di salute del suo cane non è una cosa semplice, purtroppo lei non mi pone una domanda su una malattia già diagnosticata ma desidera da me una diagnosi su un problema grave e sconosciuto. Io, come credo lei ben capirà, non posso trovare una soluzione alla patologia del suo cane non visitandolo e avendo solo le poche informazioni da lei fornitami via e-mail. Però posso darle dei suggerimenti su quali esami effettuare e, in base ai pochi sintomi descrittami, fare delle ipotesi. Mi mancano alcune informazioni importanti: - età e sesso del cane - precedenti malattie e\o vaccinazioni e passato medico - alimentazione antecedente e seguente alla malattia - presenza o assenza di vomito, diarrea, ittero(colore giallastro delle mucose), sete intensa o assente, minzione normale o alterata. - valore dei globuli bianchi, delle transaminasi epatiche, della creatinina e dell'urea, glicemia, bilirubina diretta e indiretta. - caratteristiche del cuore e dello stomaco all'esame radiografico - temperatura corporea , battito cardiaco, stato di idratazione alla visita clinica. Queste sono informazioni che mi permetterebbero di avere un quadro migliore della situazione, in mancanza posso attenermi alla ipotetica diagnosi di problema epatico pensando ad una epatite o semplicemente ad un affaticamento del fegato. Il mio consiglio è di far effettuare una ulteriore visita clinica, un esame del sangue completo (con tutti i parametri che ho sopra elencato)e un esame ecografico completo dell'addome. Penso sia un disturbo di una certa gravità, da non sottovalutare e da approfondire. Nel frattempo l'unica cosa che posso consigliarle è un farmaco di nome Polilevo alla dose di una fiala sottocute (iniezione) mattino e sera, è un semplice disintossicante epatico con un ottimo potere ricostituente, è un farmaco che non mi sento di darle come cura non avendo una diagnosi, ma come un aiuto  aspettando la terapia più appropriata. Se desidera mandarmi, nel caso ne fosse già provvisto, le informazioni che mi mancano per avere una   mia opinione più precisa, sarei lieta di poterle essere utile. Mille auguri.

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D: INTERFERONE
Per quale patologia viene usato l'interferone in veterinaria ?
Grazie - (Parodi Anna)

R: In veterinaria il suo utilizzo è riservato alla prevenzione e al trattamento di infezioni e neoplasie ed è stato valutato nei confronti di alcune infezioni virali come, Peritonite Infettiva Felina (FIP), Immunodeficienza Felina (FIV), Leucemia Felina (FELV), Panleucopenia , Calicivirosi e in alcune neoplasie. L'effetto antineoplastico più interessante è stato visto in vitro su, epulide acantomatosa canina, tumore mammario benigno, carcinoma squamo cellulare e melanoma maligno e pare agisca come inibitore sulla crescita cellulare. L'interferone utilizzato è lo stesso usato in umana, IFN-alfa. I risultati ottenuti sono incoraggianti ma il suo utilizzo rimane ancora molto limitato. Spero di  aver risposto in modo esauriente alla sua domanda, saluti..

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D: ENCEFALITE DEL CARLINO
Il mio cane,un carlino di quasi tre anni.Due mesi fa ha avuto crisi epilettiche abbastanza gravi. Sintomi:irrigidimento degli arti ,tremori e perdita di bava.La durata é stata di circa tre ore.Somministrandogli dosi massicce di Valium-Gardenale e antibiotici le crisi sono cessate.Ma é rimasto per tre giorni abbastanza abbattuto non riconosceva niente di tutto quello che lo circondava,compresi noi e non era in grado di regersi in piedi.Con il Gardenale(100mg al giono) e del Deltacoltena(5mg al giorno) piano piano si é ripreso nella sua normalità.Dopo un mese c'é stata una seconda crisi di 2-3 minuti,ma con una somministrazione di Valium é cessata subito.Adesso avevamo smesso la somministrazione del Deltacortene c'é stata una ricaduta.Crisi leggere a grappolo con pertita di memoria.Dopo le 24 ore le crisi si sono presentate più forti.A differenza della prima volta,adesso si é ripreso nel giro di 36-40ore.Il Veterinario e il Neurologo dicono che soffre di una delle due forme di epilessia tipica del carlino e con il passare dei mesi queste crisi si aggravano sempre di più,fin quando diventano mortali.Il carlino in realtà soffre di queste grave forme di malattie?Al riguardo avete informazione utili?C'è qualche cura? A sentire il parere del veterinario e del neurologo si tratterebbe di encefalite necrotizzante del carlino che in 2-3 mesi sarebbe fatale è vero?
Grazie per la vosta collaborazione distinti saluti - (Filomena L.)

R: Chiedo scusa per aver risposto alla sua domanda con tanto ritardo ma, non essendo una neurologa, mi sono dovuta informare per poterle dare una risposta esauriente. Innanzitutto si, è vero che esiste una encefalite tipica del carlino, che purtroppo è cronica, ha una predisposizione familiare (ciò vuol dire che i genitori, i fratelli o i nonni del suo cane possono averne sofferto o soffrirne). I sintomi insorgono di solito in cani di età compresa tra i 9 mesi e i 4 anni, cominciano con crisi convulsive e\o demenza, si possono avere, testa ruotata, movimenti sempre circolari, tremori della testa. Per emettere una diagnosi certa di questa malattia si può effettuare un esame del liquor che mostra un aumento del titolo proteico e una popolazione mista di cellule infiammatorie , si possono inoltre trovare eosinofili. L'uso di corticosteroidi può alleviare la sintomatologia però solo per un breve periodo perché purtroppo la malattia si rivela sempre mortale. Io le consiglio di far effettuare tutti gli accertamenti necessari per essere certa della diagnosi, eventualmente anche una risonanza magnetica. Spero tanto che tutto possa risolversi. Tanti auguri..

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D: INTERFERONE : ULTERIORI CHIARIMENTI
Vi ringrazio per le vostre informazioni riguardanti l'interferone, ma avrei bisogno ancora di qualche chiarimento. Avevo acquistato un cucciolo di labrador (in un negozio) fidandomi ciecamente sia del negoziante che del veterinario (ha lo studio all'interno del negozio). Era affetto da cimurro ho dovuto farlo sopprimere dopo 50 giorni di sofferenze. So che hanno somministrato tre dosi di interferone omega mi chiedo : può essere stato un tentativo del veterinario x curare il cimurro? grazie. - (Parodi Anna )

R: Potrebbe essere stato un tentativo, in alcuni casi si pensa che l'interferone possa aiutare a inibire il virus e, rendendo l'organismo del cucciolo più forte con farmaci adeguati (fluidoterapia, antibiotici e ricostituenti), si spera di salvarlo. Purtroppo il cimurro è un virus terribile che molto raramente viene sconfitto nonostante i tentativi della medicina. Mi spiace tanto per le sofferenze che il suo cucciolo ha dovuto patire, le faccio i miei auguri per il futuro.

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