Biotecnologia genetica:
Un ristretto numero di aziende multinazionali, di istituzioni
di ricerca e di governi potrebbe riuscire a ottenere il brevetto di tutti i 100.000 geni
che compongono il corredo genetico della razza umana, e di tutte le cellule, gli organi e
i tessuti che formano il corpo umano. Le stesse organizzazioni potrebbero ottenere
brevetti analoghi per decine di migliaia di microrganismi, piante e animali, fatto che
consentirebbe loro di conquistare un potere senza precedenti nella storia: dettare i
termini secondo i quali noi e le nostre generazioni future condurremo le nostre vite.
Decine di migliaia di nuovi batteri, virus, piante e animali transgenici potrebbero essere
immessi negli ecosistemi della Terra per scopi commerciali che vanno dal "rimedio
biologico" alla produzione di combustibili alternativi. Alcune di queste innovazioni,
tuttavia, potrebbero distruggere la biosfera del pianeta, diffondendo nel mondo un
inquinamento genetico assai pericoloso e con effetti, a volte, addirittura mortali. Gli
usi militari delle nuove tecnologie potrebbero avere gli stessi effetti devastanti sulla
Terra e sui suoi abitanti. La possibilità di una guerra biologica basata sull'ingegneria
genetica potrebbe rappresentare, nel prossimo secolo, una minaccia per la sicurezza
globale non meno seria di quella rappresentata dalle armi nucleari di oggi.
La clonazione di animali e di esseri umani potrebbe diventare una prassi corrente, e la
"replicazione", per la prima volta nella storia, potrebbe rimpiazzare
parzialmente la "riproduzione". Cloni di animali prodotti geneticamente e in
massa potrebbero fungere da industrie chimiche nel cui sangue e nel cui latte sintetizzare
grandi quantità di prodotti chimici e di farmaci a basso prezzo. Potremmo inoltre
assistere alla creazione di una serie di nuovi animali chimerici, compresi ibridi
uomo/animale. Per esempio l'uomo/scimmia, metà uomo e metà scimmia, potrebbe diventare
una realtà. Gli ibridi uomo/animale potrebbero essere largamente usati come soggetti
sperimentali nella ricerca medica e come "donatori di organi" per i trapianti
esogeni (xenotrapianti). La creazione artificiale e la diffusione degli animali clonati,
chimerici e transgenici potrebbero significare la fine del "mondo naturale" e la
sua sostituzione con un mondo "bioindustriale".
Alcuni genitori potrebbero scegliere di concepire i figli in provetta e di crescerli in
uteri artificiali esterni al corpo umano, per evitare i fastidi della gravidanza e per
garantire un ambiente sicuro e trasparente attraverso il quale monitorare lo sviluppo del
bambino prima della nascita. Si potrebbero produrre
trasformazioni genetiche nei feti umani in utero con lo scopo di correggere malattie e
disturbi letali e per migliorare l'umore, il comportamento, l'intelligenza e l'aspetto
fisico. I genitori potrebbero scegliere le caratteristiche dei figli, alterando in misura
radicale il concetto stesso di paternità e maternità. I bambini "progettati"
potrebbero aprire la strada all'avvento di una civiltà eugenetica nel XXI secolo.
Milioni di persone potrebbero conoscere nei dettagli il loro corredo genetico, e avere
così la possibilità di guardare nel proprio futuro biologico. Questo tipo di
informazione potrebbe dare il potere di predire e di pianificare la vita di ognuno in
maniera fino ad oggi impossibile. La stessa "informazione genetica", d'altra
parte, potrebbe essere usata dalle scuole, dai datori di lavoro, dalle compagnie
assicuratrici e dai governi per determinare i percorsi educativi, le assunzioni e i premi
assicurativi, dando origine a una nuova e virulenta forma di discriminazione basata
appunto sul "profilo genetico".
Per più di dieci millenni abbiamo addomesticato,
generato, incrociato animali e piante. Ma, nella lunga storia di queste pratiche, siamo
stati frenati in quello che realmente avremmo potuto realizzare dai vincoli naturali posti
dai confine di ogni specie, sebbene la natura ci abbia a volte permesso di attraversare
questi confini, le incursioni sono sempre state molto limitate. Gli animali ibridi (ad
esempio i muli) sono di solito sterili, e gli ibridi delle piante non tramandano tutti i
loro tratti. L'ingegneria genetica supera le costrizioni imposte dai confini di specie.
Grazie a questa nuova tecnologia, la manipolazione viene fatta non a livello di specie,
bensì a livello genetico. L'unità sulla quale si opera non è più l'organismo, ma
piuttosto il gene. Le implicazioni sono enormi e imprevedibili. Nel 1983, Ralph
Brinster, della facoltà di veterinaria dell'Università della Pennsylvania, inserì in
embrioni di topo i geni umani che regolano la sintesi degli ormoni della crescita. I topi
espressero i geni umani, si svilupparono con una rapidità più che doppia del normale e
divennero più grossi di circa il doppio di qualsiasi altro topo. Questo
"supertopi", come furono chiamati dalla stampa, crebbero e trasmisero alla
progenie i geni umani per gli ormoni della crescita. A tutt'oggi esiste una linea di topi
che continua a esprimere i geni umani per gli ormoni della crescita, generazione dopo
generazione. I geni umani sono stati quindi permanentemente incorporati nel corredo
cromosomico di questi animali.
Agli inizi del 1984 un'impresa simile fu realizzata in Inghilterra. Alcuni scienziati
fusero tra loro cellule embrionali di capra e di pecora, trasferendo l'embrione che ne
risultò in un animale che diede origine a una chimera capra/pecora: questo è il primo
esempio, nella storia dell'uomo, di fusione di due animali assolutamente non correlati.
Nel 1986 alcuni scienziati presero il gene che codifica l'emissione della luce nella
lucciola e lo inserirono nel codice genetico di una pianta di tabacco. Risultato: le
foglie del tabacco brillavano. Nei moderni laboratori di biotecnologia, le possibilità di
ricombinazione sono pressoché illimitate. Le nuove tecnologie ci permettono di combinare
materiale genetico superando le limitazioni della natura, riducendo ogni forma di vita a
materiali chimici manipolabili. Gli organismi e le specie non esigono più la nostra
attenzione e il nostro rispetto. Il nostro interesse si focalizza sempre più sulle
migliaia di "filamenti chimici" sede delle informazioni genetiche che
costituiscono il programma delle cose viventi. Per la prima volta nella storia
stiamo diventando gli ingegneri della vita stessa. Stiamo iniziando a
riprogrammare i codici genetici degli organismi viventi per soddisfare i nostri desideri
e i nostri bisogni culturali ed economici.
Oggi centinaia di nuove aziende di biotecnologia sono impegnate a programmare la
rivoluzione biotecnologica. Amgen, Organogenesis, Calgene, Mycogen e Myriad sono tutte
imprese impegnate a trovare e indicare la strada di quella che alcuni esperti finanziari
considerano la seconda grande rivoluzione tecnologica nella storia del mondo. Dozzine fra
le principali aziende multinazionali del settore stanno stanziando fondi per la ricerca
biotecnologica. fra queste Du Point, Novartis, Upjohn, Monsanto, Eli Lilly, Rohm e Haas e
Dow Chemical. Solo negli Stati Uniti ci sono già 1300 società biotecnologiche con circa
13 miliardi di dollari di reddito complessivo e con più di 100 mila addetti. Il premio
Nobel per la chimica F. Curl, chimico dell'Università di Rice affermò che il XX secolo
era il secolo della fisica e della chimica, mentre il successivo sarebbe stato quello
della biologia.
Prospettive attuali e future:
Nell'industria mineraria i ricercatori stanno sviluppando nuovi microrganismi capaci di rimpiazzare i minatori e le loro macchine nell'estrazione dei metalli. Ad esempio, gli scienziati al momento stanno usando agenti microbici per degradare i minerali nei quali è intrappolato l'oro prima dell'estrazione chimica, così da incrementare la quantità di recupero dell'oro stesso.
Nel settore energetico si sta cominciando a sperimentare risorse rinnovabili in alternativa al carbone, all'olio e al gas naturale. Gli scienziati sperano di migliorare le fonti già esistenti, come la canna da zucchero, per produrre carburanti per le automobili. Si ipotizza che l'etanolo, derivato dallo zucchero e dai cereali, fornirà più del 25% del carburante per i motori dei veicoli americani fin dai primi anni del prossimo secolo.
Produzione di plastica: una ditta britannica, la ICI, ha sviluppato ceppi batterici in grado di produrre plastica con molteplici caratteristiche e proprietà, fra le quali vari gradi di elasticità. Questa plastica è biodegradabile al 100%. Nel 1993, Chris Sommerville, direttore del centro di biologia delle piante del Carnegie Institute di Washington, ha inserito un gene che sintetizza la plastica in una pianta di senape. Il gene ha trasformato la pianta in un'industria della plastica.
L'esercito americano sta inserendo nei batteri geni artificiali simili a quelli usati dai ragni tessitori per produrre filo. Il filo dei ragni è una tra le più robuste fibre naturali esistenti.
Una nuova generazione di organismi prodotti con l'ingegneria genetica sta per essere sviluppata per convertire i materiali tossici in sostanze utili e atossiche. I ricercatori stanno usando funghi, batteri, alghe prodotte artificialmente come "bioassorbenti", per catturare metalli inquinanti e radionuclidi come il mercurio, il rame, il cadmio, l'uranio e il cobalto.
Le compagnie di silvicoltura tentano di isolare i geni che possano essere inseriti negli alberi per farli crescere più velocemente, per renderli refrattari alle malattie e maggiormente resistenti al caldo, al freddo e alla siccità.
In Florida, nel 1996, è stato realizzato il primo insetto geneticamente trasformato, un acaro predatore. I ricercatori sperano che esso possa mangiare gli altri acari che danneggiano le fragole e gli altri raccolti. Gli scienziati dell'Università della California a Riverside stanno portando a termine esperimenti per inserire un gene letale nel corredo cromosomico dell'antonomo rosa del cotone, un parassita che causa ogni anno danni per milioni di dollari. Il gene killer si attiva in primavera, uccidendo i giovani parassiti prima che essi possano danneggiare il cotone, accoppiarsi e riprodursi.
All'Università di Adelaide, in Australia, gli scienziati hanno sviluppato una nuova generazione di maiali, trattati con l'ingegneria genetica, che sono più efficienti del 30% e che sono disponibili sul mercato sette settimane prima di quelli normali. L'Australian Commonwealth Scientific and Industrial Organization ha prodotto pecore trattate geneticamente che crescono più velocemente (circa del 30%) di quelle normali.
I ricercatori stanno trasformando greggi e allevamenti
in bioindustrie atte a produrre farmaci, medicinali e alimenti. Nell' aprile 1996
la Genzyme Transgenics annunciava la nascita di Grace, una capra transgenica con un gene
che codifica il BR-96, un anticorpo monoclonale che è stato sviluppato e testato dalla
Bristol-Myers Squibb come farmaco antitumorale. La Genzyme sta preparandosi anche a
testare una capra transgenica capace di produrre antitrombina, un farmaco anticoagulante.
Per non essere da meno, i ricercatori della PPL Therapeutics, a Blacksburg, in Virginia,
annunciarono nel febbraio del 1997 la nascita di una vitella transgenica chiamata Rosie.
Il latte di questa mucca contiene alfa-lactalbumina, una proteina umana che fornisce gli
aminoacidi essenziali. A Boulder, in Colorado, la Somatogen ha creato un maiale
transgenico che produce l'emoglobina umana. Il 22 febbraio 1997, Ian Wilmut, un embriologo
scozzese, annunciò il primo clonaggio di mammifero nella storia, una pecora chiamata
Dolly. Wilmut ha sostituito il DNA di un uovo di pecora normale con il DNA prelevato da un
ghiandola mammaria di una pecora adulta. Ha poi fatto sviluppare l'uovo inserendolo
nell'utero di un'altra pecora. Oggi è possibile produrre una gran quantità di copie
identiche di mammiferi, ognuna indistinguibile dall'originale.
Società biotecnologiche come la Nextran e la Alexion stanno inserendo geni umani nelle
linee germinali di embrioni animali al fine di rendere i loro organi più compatibili con
il genoma umano e quindi meno esposti al rischio di rigetto.
Scienziati della Johns Hopkins University hanno già trapiantato con successo un gene
"anticongelamento" dal pesce pianuzza nel corredo genetico della trota e della
spigola, per permettere a questi pesci di sopravvivere in acque più fredde. Hanno inoltre
inserito il gene dell'ormone della crescita di un mammifero in uova di pesce fecondate:
questo esperimento ha avuto come risultato la nascita di pesci molto più grossi e dalla
crescita più rapida.
Milioni di persone stanno già usando farmaci e medicinali manipolati geneticamente per la terapia di patologie cardiache, del cancro, dell'Aids e dell'infarto. L'insulina umana prodotta con l'ingegneria genetica ha virtualmente eliminato l'uso dell'insulina naturale ottenuta dalle mucche e dai maiali.
Nel maggio 1997 un équipe giapponese ha affermato di essere riuscita a trapiantare con successo un intero cromosoma umano nel corredo genetico di un topo.
Una società di Boston, la Organogenesis, afferma di
poter "produrre quattro acri di pelle". Aziende come la Organogenesis stanno
dimostrando che, partendo da poche cellule, è possibile far crescere un organo
funzionante sopra una impalcatura fatta di polimeri. I ricercatori stanno inoltre
conducendo esperimenti per la creazione di polmoni, fegati e pancreas di laboratorio
formati da cellule umane. Al Children's Hospital di Boston, Anthony Atala, direttore del
laboratorio di ingegneria genetica dei tessuti sta facendo crescere una vescica umana in
un contenitore di vetro.
Verrà il giorno in cui parti del corpo umano ben più complesse, come mani e braccia,
saranno fatte crescere su impalcature di polimeri, modificate secondo le richieste
individuali dei pazienti. L'ultimo ostacolo che rimane, avvertono gli scienziati, "è
l'incapacità di rigenerarsi del tessuto nervoso". Nessuno finora è riuscito a far
crescere cellule del tessuto nervoso umano.
Il Progetto Genoma umano, il programma sponsorizzato dal governo americano con una somma pari a 3 miliardi di dollari, è stato ideato al fine di mappare e sequenziare l'intero genoma umano, composto approssimativamente da 100 mila geni, entro l'anno 2002. Gli scienziati sperano di isolare e di identificare il gene o i geni responsabili di più di 4 mila malattie genetiche che affliggono gli esseri umani. Una nuova tecnologia rivoluzionaria, i chip a base DNA, permetterà ai medici di analizzare il corredo genomico di ogni singolo individuo, consentendo di tracciare un quadro dettagliato delle sue predisposizioni genetiche, una sorta di sfera di cristallo da cui trarre indicazioni sul futuro dello stato emotivo, mentale e della salute fisica.
Nell'aprile 1997, i ricercatori della facoltà di Medicina della Case Western Reserve University, a Cleveland, nell'Ohio, hanno annunciato la creazione del primo cromosoma umano artificiale, una scoperta che potrebbe portare alla "progettazione" dei tratti genetici all'interno delle cellule sessuali o delle cellule embrionali appena dopo il concepimento. Questa nuovissima scoperta potrebbe un giorno "permettere ai medici di alterare l'eredita genetica delle persone o di curare le malattie grazie alla semplice introduzione di "cassette" genetiche direttamente nelle cellule".
Il biologo francese e premio Nobel Jean Rostand era
convinto che la creazione di un utero artificiale fosse inevitabile. Oggi i ricercatori di
tutto il mondo stanno lavorando per fare della predizione di Rostand una realtà. Alcuni
credono che in meno di un decennio saremo in grado di far crescere un bambino
completamente al di fuori dell'utero materno, dal concepimento alla nascita. Più
di uno scienziato sostiene che, all'inizio del prossimo secolo, potrebbe essere possibile
far crescere all'interno di uteri artificiali alcuni cloni umani privi di encefalo: questi
potrebbero essere poi usati come pezzi di ricambio durante la vita dei donatori le cui
cellule sono state clonate.
Nascita dell'Algenia: significa
cambiare l'essenza di una cosa vivente. Le arti algeniche sono rivolte al
"miglioramento" degli organismi viventi già esistenti e alla progettazione di
organismi interamente nuovi con l'intento di "perfezionarne" le prestazioni. Per
l'algenista, i confini di specie sono soltanto delle comode etichette atte a identificare
una condizione biologica o una relazione che ci è familiare. Essi sostengono che tutte le
cose viventi sono riconducibili a un materiale biologico di base, il DNA, che può essere
estratto, manipolato, ricombinato e programmato mediante una serie di elaborate procedure
da laboratorio, in un infinito numero di combinazioni. Lo scopo finale dell'algenista è
quello di costruire l'organismo perfetto. Lo "stato aureo" è lo stato
dell'efficienza ottimale. L'algenista è l'estremo ingegnere.
Tuttavia la storia ci ha insegnato che che ogni nuova rivoluzione tecnologica porta con
sé non solo benefici, ma anche costi. Più la tecnologia è in grado di espropriare e di
controllare le forze della natura, più alto è il prezzo che dovremo pagare in termini di
sconvolgimento e di distruzione degli ecosistemi e dei sistemi sociali che sostengono la
vita.
Con la tecnologia genetica noi assumiamo il controllo del nostro patrimonio ereditario
individuale, ossia del nostro programma genetico. Può una persona ragionevole pensare,
anche solo per un momento, che un simile potere non comporti alcun rischio?
Brevettare la vita: La decisione del PTO (Ufficio dei Brevetti e dei
Marchi registrati) degli Stati Uniti nel 1987, aprì la strada alla commercializzazione
del pool genetico della Terra, segnando l'inizio di una nuova era economica nella storia
del mondo. Il PTO emise un'ordinanza in cui dichiarava che tutti gli organismi viventi
pluricellulari (escluso l'uomo) che erano stati manipolati geneticamente, inclusi
gli animali, erano potenzialmente brevettabili.
Nessun biologo ha mai creato ex novo un gene, una cellula, un tessuto, un organo
o un organismo. E' lecito brevettare un fegato o un pancreas che abbiano subito solo lievi
modifiche genetiche? Che dire di uno scimpanzé? Si tratta di un animale che condivide con
l'essere umano il 99% del corredo cromosomico e che ha la capacità mentale di un bambino
di due anni. Si può qualificare questo animale come un'invenzione dell'uomo se i
ricercatori inseriscono un singolo gene nella sua struttura biologica?
Alcuni brevetti sulla vita concessi negli Stati Uniti sono così estesi da assicurare a
singole società il monopolio virtuale sull'uso di intere specie.
Minaccia ambientale:Ogni organismo manipolato geneticamente rappresenta una potenziale minaccia per l'ecosistema, molto più grave della liberazione di prodotti petrolchimici nell'ambiente. Essi, proprio perché vivi, sono imprevedibili. Inoltre si riproducono, crescono e si spostano. Infine, una volta liberati, è praticamente impossibile farli ritornare in laboratorio, soprattutto se sono microscopici. Al momento è in corso una serie di esperimenti per liberare nell'ambiente animali manipolati geneticamente, inclusi insetti predatori per eliminare quelli nocivi, pesci nel cui codice genetico sono stati introdotti, il gene che codifica l'ormone della crescita e i geni "anticongelamento", che permettono loro di crescere molto più velocemente, di raggiungere maggiori dimensioni e di vivere in acque molto più fredde.
Armi genetiche: Le conquiste ottenute
nelle tecnicnologie di ingegneria genetica hanno rinnovato l'interesse militare per le
armi biologiche e hanno generato una grande preoccupazione riguardo l'accidentale o la
volontaria liberazione di pericolosi virus, batteri e funghi mainipolati geneticamente che
potrebbero diffondere un inquinamento genetico in tutto il mondo, creando unamortale
pandemia che potrebbe distruggere su vasta scala le piante, gli animali e la vita umana.
Le armi biologiche possono essere virali, batteriche, basate sui funghi, e sui protozoi.
Gli agenti biologici possono mutarsi, riprodursi, moltiplicarsi e diffondersi su una vasta
szona geografica attraverso il vento e l'acqua. Gli agenti biologici convenzionali
comprendono la peste Yersina pestis, tularemia, febbre della Rift Villey Coxiella
burnetii, encefalite equina, carbonchio e varicella.
Gli ingegneri genetici stanno clonando quantità finora impensabili di agenti
"tradizionali".
E' possibile inserire geni in orgamismi che colpiscono le funzioni che controllano
l'umore, il comportamento, lo stato mentale e la temperatura corporea. Gli scienziati
affermano di essere in grado di clonare specifiche tossine per eliminare gruppi etnici o
razze specifiche il cui costrutto genotipico predispone a certe malattie. A differenza
delle tecnologie nucleari, l'ingegneria genetica può essere prodotta a buon mercato,
richiede una minore abilità scientifica e può essere effettivamente impiegata in molti e
diversi settori.
Vari settori delle forze armate lavorano con i maggiori agenti patogeni al mondo, dalle
malattie esotiche virali, come febbri emorragiche, ai virus appena scoperti, come l'Aids.
Sofferenza animale: Migliaia di animali transgenici, chimerici e clonati, dai maiali ai primati, sono in questo stesso momento oggetto di sperimentazioni in tutti i laboratori del mondo, allo scopo di migliorare l'allevamento e di creare modi efficienti per la produzione di farmaci e di prodotti chimici e di trovare cure e terapie per le malattie che colpiscono l'uomo. L'inserimento di geni estranei nel codice genetico di un animale può scatenare una serie di molteplici reazioni e può essere la causa di sofferenza per la creatura mai riscontrata in passato.
Una civiltà eugenetica: La
prospettiva di creare un uomo e una donna eugenetici non è più solamente il sogno di
allucinati demagoghi politici ma, piuttosto, un'opzione destinata a diventare accessibile
in tempi brevi e a creare un mercato commerciale potenzialmente redditizio.
Le tecniche di ingegneria genetica sono, in base alla loro vera natura, strumenti
eugenetici.
Nella terapia somatica, gli interventi hanno luogo solo sulle cellule somatiche e i
cambiamenti genetici non vengono trasferiti alla progenie. Nella terapie delle cellule
germinali, i cambiamenti genetici vengono compiuti sugli spermatozoi, sugli ovociti e
sulle cellule embrionali e vengono trasmessi alle future generazioni.
Pomodoro transgenico: gli scienziato
hanno prelevato il gene "anticongelante" dalla passera nera, un pesce, e l'hanno
inserito nel codice genetico dei pomodori con lo scopo di proteggerli dai danni provocati
dal gelo.
Patate transgeniche: i geni dei polli sono stati inseriti nelle patate
per aumentare la resistenza alle malattie.
Granturco transgenico: i geni delle lucciole sono stati iniettati nel
codice biologico delle piante di granturco come marcatori genetici.
Tabacco transgenico: i geni del criceto sono stati inseriti nel genoma
della pianta del tabacco per aumentare la sintesi di steroli.
Tratto da Il Secolo Biotech di Jeremy Rifkin Edizioni Baldini & Castoldi 1998