DALLA LOTTA BIOLOGICA ALL'INGEGNERIA GENETICA.....

L'Universita' di Torino ha insignito della laurea  'honoris causa' il professor ROBERT JAMES COOK della Washington State University,considerato il "padre" del concetto di lotta biologica in agricoltura.Il prof. COOK sostiene che l'America ha preso molto presto provvedimenti affinche' in agricoltura si salvaguardassero le biodiversita' ,si risparmiasse l'acqua e non si devastassero i suoli in conseguenza del processo di desertificazione (la dust bowl) avvenuta negli anni '30 che devasto' le terre dell'Ovest  e in conseguenza dei danni derivati dall'uso del DDT e dei pesticidi. E' del prof. COOK l'idea, una quarantina di anni fa,di iniziare una lotta biologica agli agenti patogeni delle piante,cioe' la riduzione dell'attivita' parassitaria di un patogeno mediante l'azione di uno o piu' organismi antagonisti,cioe' si adottano pratiche che rendono l'ambiente piu' favorevole agli antagonisti e alla resistenza dell'"ospite".Oppure con il miglioramento genetico in grado di rendere l' "ospite" piu' resistente ai parassiti o piu' sensibile all'azione degli antagonisti.Infine ,tramite l'introduzione su larga scala di antagonisti e dei loro geni. Si arriva alla MANIPOLAZIONE GENETICA,esempio classico il MAIS transgenico:nelle sue sementi sono stati inseriti geni derivanti da un batterio che si trova nel terreno,il BACILLUS THURINGENSIS ,il quale produce proteine tossiche per la piralide,il lepidottero che devasta i campi di mais.In sostanza il prof. Cook considera l'INGEGNERIA GENETICA  un valido supporto per la lotta BIOLOGICA che da sola e' difficile da attuare.Secondo lui anche gli Europei hanno paura dei pesticidi ma non abbastanza da superare il timore verso le sementi transgeniche.(?)