Per salvare antiche varietà di mais : la "Disfida della polenta" lanciata dal Paniere.
Una risposta alle sementi transgeniche.

Il Paniere, in collaborazione con ASCI (Associazione di Solidarietà della Campagna Italiana) e Condotta del Monferrato Casalese di Slow Food, ha lanciato la Disfida della Polenta.
L’iniziativa ha lo scopo di riprodurre in Monferrato le sementi autoctone di Marano, Ottofile, Quarantina, Pignoletto e altre con nomi e caratteristiche diverse. Sono antiche varietà di mais, ancora coltivate da qualche famiglia di agricoltori, che qualsiasi persona che possiede un piccolo pezzo di terra può far crescere, valorizzando un ciclo produttivo che, altrimenti, rischia di estinguersi nel giro di poco tempo.
Con la "Disfida" si intende tutelare e difendere la coltivazione biologica del mais, per la produzione di farina da polenta, che 40 anni fa era stata gradatamente abbandonata a favore di tipologie ibride tuttora molto diffuse. Inoltre con questa iniziativa il Paniere vuole anche denunciare la pratica di alcune ditte sementiere che hanno regalato agli agricoltori sementi transgeniche, cercando di scavalcare la direttiva CEE la quale prescrive che le semine sperimentali di varietà transgeniche devono essere effettuate sotto controllo dell’ENPA attuando i controlli di sicurezza prescritti e distruggendo i raccolti ottenuti.

"Oggi - precisano i promotori riferendosi alla polenta - si assiste al recupero di questo piatto tradizionale e contempo-raneamente si sta risvegliando un certo interesse per la coltivazione di varietà di mais particolarmente adatte alla produzione di farina gialla da polenta. Questa farina si ottiene utilizzando varietà di mais con grane ha a frattura vitrea o semivi-trea. Appartengono a questa categoria molte vecchie varietà locali, dette anche "nostrane" assai diffuse prima dell’in-troduzione dei mais ibridi e oggi coltivate in zone ristrette. Fra queste ricordiamo il Marano Vicentino, il Pignoletto diffuso in Piemonte, il Nostrano della Valsugana. La loro coltivazione riveste importanza nelle zone tipiche di produzione, sia perchè in tal modo si tutela la tipicità del prodotto sia perchè si conservano varietà altrimenti destinate all ‘estinzione".
La preparazione del terreno "va fatta con una aratura profonda 25 - 30 centimetri, a cui faranno seguito alcune erpicature o fresature per sminuzzare il terreno e preparare il letto di semina. In pianura la semina può essere effettuata dalla fine di aprile alla fine di giugno: si può effettuare meccanicamente con una seminatrice di precisione oppure, su piccole superfici, a mano, ponendo un seme ogni 18 - 20 centimetri su file distanziate 75 centimetri l’una dall’altra. Dopo la nascita delle piantine è necessario intervenire per eliminare le erbe infestanti".

La Disfida della Polenta si concluderà il 19 novembre quando in piazza saranno cotte le farine ottenute dalla macinazione a pietra dei mais coltivati durante i mesi estivi. Chi volesse partecipare o avere maggiori informazione sulla Disfida può telefonare allo 0142 403039 oppure allo 0142 71395.

Pier Luigi Buscaiolo

La Disfida per la Polenta è stata lanciata nel corso del Paniere di metà aprile c.a.