Tamoxifen:
Nei primi anni '70, si chiuse un vergognoso capitolo
riguardante l'esteso impiego di un medicinale conosciuto come cancerogeno e distruttivo
per il sistema endocrino, chiamato DES (Dietilstilbesterolo), il primo medicinale
estrogeno sintetico, non-steroideo. Contro i consigli del suo inventore, Sir Charles Dodd,
da quattro a sei milioni di donne in Europa e USA usarono inconsapevolmente il DES per
prevenire problemi di aborto e complicazioni durante la gravidanza. Inoltre tale
medicinale venne usato per la soppressione della lattazione, per il trattamento dell'acne,
di certi tipi di cancro al seno e di quelli prostatici, come inibitore della crescita
nelle adolescenti, come sostituto di estrogeni durante la menopausa e come "pillola
del mattino dopo".
Saranno necessari 30 anni per accettare quello che i test di laboratorio avevano indicato
fin dal 1938 - che il DES era un medicinale altamente pericoloso e nocivo.
Comparve all'orizzonte un nuovo farmaco che sarebbe presto stato proclamato una stella
splendente nella guerra contro la dilagante epidemia di cancro al seno. Alla fine degli
anni '60 l'industria farmaceutica sviluppò un farmaco chiamato Tamoxifen. Come complesso
steroideo, non-steroidale con effetti ormonali, il Tamoxifen ha una struttura simile al
DES. Infatti provoca gli stessi anormali cambiamenti osservati nelle cellule delle donne
che assumevano estradiolo e DES. Il Tamoxifen venne dapprima approvato dalla FDA per
essere usato come pillola per il controllo delle nascite; comunque, si dimostrò di
indurre l'ovulazione piuttosto che inibirla. Nonostante non funzionasse come
contraccettivo, si scoprì che diminuiva il tasso di cancro alle mammelle negli animali.
Gli studi sugli animali mostravano che il neo-farmaco impediva agli estrogeni di saldarsi
ai siti recettori sulle cellule dei tessuti mammari. Inoltre riduceva anche l'incidenza di
cancro alla mammella nei roditori.
L'estrogeno è il legame comune tra molti fattori di rischio del cancro al seno, cioè
genetico, riproduttivo, alimentare, ambientale e stile di vita. Stimola le divisioni delle
cellule mammarie. Così si pensava che farmaci come il Tamoxifen, che bloccano gli
effetti degli estrogeni nel seno, potessero ridurre il rischio della ricorrenza di cancro
al seno nelle donne in trattamento per quest'ultimo.
Il Tamoxifen agisce come un debole estrogeno mettendosi in competizione per i recettori di
estrogeni più come fanno i fitoestrogeni. Come quest'ultimi, il Tamoxifen ha proprietà
estrogeniche medie, ma viene considerato un anti-estrogeno dato che inibisce l'attività
degli estrogeni regolari. Più precisamente è un bloccante di estrogeni. Esso combatte il
cancro al seno mettendosi in competizione con l'estrogeno per lo spazio sui recettori del
tessuto tumorale. Ogni molecola di Tamoxifen che si aggancia ad un recettore impedisce ad
una molecola di estrogeno di agganciarsi allo stesso posto. Senza un continuo rifornimento
di estrogeno, le cellule tumorali non si sviluppano e la capacità del tumore di
estendersi viene ridotta.
Comunque il Tamoxifen mostrava due caratteristiche contraddittorie. Esso poteva agire come
un anti-estrogeno che come estrogeno. Pertanto, mentre è un anti-estrogeno per il seno,
allo stesso tempo agisce come estrogeno nell'utero e, in misura minore, in cuore, vasi
sanguigni e ossa. Così, nonostante inizialmente mostrasse la tendenza a combattere la
ricorrenza di cancro al seno, si sarebbe presto rivelato come promotore di cancri
particolarmente aggressivi all'utero e al fegato. Come poi per il DES, i benefici del
Tamoxifen vennero estesi al suo utilizzo come preventivo contro l'osteoporosi e i problemi
cardiaci. Ora viene raccomandato a tutte le donne in pre-menopausa con ormoni tumorali
positivi, così come a molte donne in pre-menopausa con cancro al seno e/o un numero
sempre maggiore di donne con ormoni tumorali negativi. Il Tamoxifen (nome commerciale
Nolvadex) è attualmente il più prescritto farmaco per il cancro al mondo. Venne
sviluppato dall'azienda britannica Imperial Chemical Industries (ICI), una delle maggiori
aziende chimiche multinazionali al mondo. La Zeneca, una sussidiaria della ICI, è
responsabile della produzione e commercializzazione dell'ormone ed è attualmente la
maggior azienda al mondo di farmaci per il cancro. La divisione agrochimica dell'ICI, che
include la Zeneca, produce clorurati e altri componenti chimici industriali compresi
erbicidi. Sono tutti velenosi, e molti sono conosciuti come distruttori endocrini che sono
stati accusati di provocare il cancro al seno.
Controindicazioni del Tamoxifen:
- Sintomi della Menopausa: il Tamoxifen induce spesso sintomi di
menopausa in donne nel periodo mestruale. Circa la metà delle donne provano caldane.
Ritenzioni di liquidi e aumento di peso in circa il 25 per cento. Secrezioni e atrofie
vaginali.
- Danni alla vista: secondo uno studio del 1978 su Cancer Treatment
Reports e un'altro pubblicato su Cancer nel 1992, circa il 6 per cento delle
donne soffrono di danni alla retina, opacità della cornea e diminuzione della acutezza
visiva.
- Coaguli di sangue: irrita le pareti delle vene, e ne conseguono
infiammazioni. Questo indebolisce le vene, causando perdite, coaguli, tromboflebiti, e nei
casi peggiori ostruzioni.
-Sintomi psicologici: la depressione è stata rivelata come importante
effetto collaterale del Tamoxifen nel 30 per cento delle donne.
-Altri effetti: può innescare attacchi d'asma e indebolimento delle
corde vocali.
- Effetti cancerogeni: si è trovato che il Tamoxifen, si fissa
saldamente e irreversibilmente al DNA provocando una mutazione cancerosa. E' tossico per
il fegato, e l'ultimo studio mostra un aumento di sei volte del cancro al fegato in donne
che assumono Tamoxifen per più di due anni. Non solo ma si rilevò la crescita di polipi,
tumori, ispessimenti endometriali e cancri all'utero.
- Osteoporosi: Diverse sperimentazioni non riuscirono a dimostrare alcun
effetto sulla densità delle ossa e pertanto sulla prevenzione dell'osteoporosi.
-Alternative al Tamoxifen: L'estriolo, uno degli estrogeni prodotti dalle
ovaie, è considerato un estrogeno sicuro. Vi è anche una convincente evidenza che il
progesterone naturale abbia un importante ruolo nel trattamento e nella prevenzione del
cancro al seno. Nel 1995, in uno studio pubblicato sul Journal of Fertility and
Sterility, i ricercatori scoprirono che le donne che usavano localmente crema al
progesterone avevano drammaticamente ridotto il tasso di moltiplicazione delle cellule del
seno. Anche lo stile di vita gioca un ruolo significativo. Si scoprì che le donne che si
allenavano almeno quattro ore la settimana durante il tempo libero, avevano una riduzione
di rischio di cancro al seno del 37 per cento, se comparate con donne dalla vita
sedentaria.
Oltre al fallimento del DES, i disastri del Talidomide, degli impianti al silicone per il
seno, della terapia di sostituzione degli estrogeni e ora del Tamoxifen continuano a
dimostrare quanto prontamente sia stata sacrificata la vita delle donne per il
conseguimento dei profitti.
Comunque si potranno trovare soluzioni ricorrendo a cambiamenti nello stile di vita, nella
dieta e nello stress, e riducendo o eliminando l'esposizione ai molti composti chimici
conosciuti, tossici e cancerogeni, che inquinano l'ambiente, piuttosto che con la scoperta
di alcuni miracolosi farmaci.
Articolo tratto da NEXUS NEW TIMES edizione italiana n°19 1999